cosa significa bio igp sigle

Viaggio nelle certificazioni DOP, IGP e STG

Che cosa significano queste sigle?

Cosa c’è dietro ai simboli che trovate sulle etichette?

L’Italia è un’ eccellenza nel campo dell’agroalimentare, sia per qualità che per quantità di prodotti: siamo il primo paese in Europa per numero di prodotti che hanno ricevuto il marchio D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta) e I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) o che possono vantarsi di essere una S.T.G. (Specialità Tradizionale Garantita) – le cosiddette “certificazioni di qualità”.

Ma dietro a queste sigle in realtà c’è un mondo!

A partire da un Regolamento Europeo (Reg. U.E. 1151/2012) che inquadra questi prodotti in un ambito più ampio, fino ai disciplinari dei diversi prodotti che sono realizzati dai singoli Paesi.

Cosa sono i disciplinari, direte voi?

Facile; sono delle norme che stabiliscono quali debbano essere le caratteristiche di un prodotto, per potersi fregiare di un determinato marchio.

E’ qui naturalmente che il sistema delle certificazioni di qualità mostra tutta la sua versatilità. Infatti ogni disciplinare, anche spingendosi oltre quello che dice il Regolamento Europeo, delinea fino nei più piccoli dettagli “il cosa, il come e il quando” di ogni singolo prodotto.

Sapevate per esempio che la crosta del Parmigiano Reggiano deve essere di circa 6 mm?

O che la Bresaola della Valtellina deve stagionare ad una temperatura madia, compresa tra 12 °C e 18°C?

O ancora, che la trafilatura della Pasta di Gragnano avviene solamente al bronzo?

Le certificazioni di qualità sono strutturate in modo tale che vi siano controlli costanti alle aziende produttrici; infatti per ciascun alimento, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali affida i controlli a degli Enti terzi, che hanno il compito di vigilare sul rispetto dei diversi disciplinari.

Questo sistema permette di garantire che al consumatore arrivi un prodotto con determinate caratteristiche, che sono (circa) sempre le stesse.

Questo naturalmente è sinonimo di qualità del prodotto e costruisce nel tempo una educazione alimentare, una cultura collettiva che dà sempre più valore e garantisce la sicurezza alimentare.

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.