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Sicurezza Alimentare

Riciclare è bene, ma attenzione al contatto con gli alimenti

La richiesta di scelte sempre più sostenibili che i consumatori stanno dando alle aziende alimentari si vede anche nell’utilizzo di packaging a minore impatto ambientale.  

Ma, se da una parte siamo felici di vedere che l’imballaggio di quello che abbiamo acquistato è “prodotto con platica riciclata”, dall’altra è doveroso informarsi circa la sicurezza di queste plastiche riciclate destinate al contatto con gli alimenti. 

Cerchiamo di chiarire dubbi, analizzando da vicino cosa si intende per plastiche riciclate e cosa dice a riguardo la normativa. 

Quali sono le plastiche destinate al contatto con gli alimenti

Ciascun packaging che si rispetti, per poter essere adeguato al contatto con gli alimenti, e poter essere quindi considerato un MOCA (per approfondire l’argomento, leggi il mio articolo La sicurezza alimentare passa anche dal packaging), deve rispondere a delle precise caratteristiche di sicurezza così come prescritte dalla normativa europea. 

Per materiali a contatto con gli alimenti (MOCA) si intendono tutti i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, come imballaggi e contenitori, attrezzi da cucina, posate e stoviglie. Questi possono essere costituiti esclusivamente da plastica o, diversamente, possono consistere di uno strato di plastica sovrapposto a un altro materiale, come metallo o carta. Si capisce come l’obiettivo comune sia quella di riciclare la più grande quantità possibile di plastica, considerato l’ampio utilizzo che di essa se ne fa in questo settore. 

Le tipologie di platica, o per meglio dire di polimeri plastici, che si prestano al riciclo sono svariate e ciascuna di esse presenta una sigla diversa che possiamo trovare sulla confezione. Fra queste, quelle che possono andare a contatto con gli alimenti sono: 

  1. PET: polietilene tereftalato, uno dei più usati per contenere alimenti e liquidi; 
  2. HDPE: polietilene ad alta densità (High Density Polyethylene), 100% riciclabile, utilizzato per imballaggi come flaconi, pellicole e vasetti; 
  3. LDPE: polietilene a bassa densità (Low Density Polyethylene), utilizzato soprattutto per confezioni di alimenti; 
  4. PP: polipropilene, generalmente usato per contenitori di alimenti; 
  5. PI: poliaccoppiati, ovvero materiali non separabile come il tetrapak. 

Perché tali plastiche riciclate possano dirsi sicure per il contatto con gli alimenti sono necessarie una serie di valutazioni eseguite in laboratorio, affinché si accerti la non migrazione di alcune sostanze dalla plastica ai cibi. I materiali devono essere fabbricati e riciclati in base ai dettami dei regolamenti dell’UE, comprese le buone pratiche di fabbricazione, affinché qualsiasi potenziale trasferimento di sostanze agli alimenti non comprometta la salute e il benessere dei consumatori, oppure un’alterazione inaccettabile della composizione e della qualità del prodotto. 

Cosa dice la normativa sul riciclo delle plastiche

La storia del riciclo di plastiche destinate al contatto con gli alimenti parte da lontano. Le prime linee guida in merito alla sicurezza del processo di riciclo della plastica risalgono al 2008: in esse si elencano i dati tecnici e amministrativi che i richiedenti devono presentare ai fini della valutazione della sicurezza di tale processo. 

Successivamente, nel 2012, l’EFSA, cioè l’Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea, aveva espresso il proprio parere circa la sicurezza dei processi per il riciclo di polietilene tereftalato (PET), che – come si è detto – è uno dei materiali più diffusi per il confezionamento alimentare. Tali studi conclusero che i processi di riciclo del PET non davano luogo a timori sulla sicurezza se gestiti in condizioni ben definite e controllate.  

Ma questo era solo il primo di una lunga serie di pareri sui materiali di plastica riciclata da usare per gli alimenti. Un altro riguardava il riciclo delle “bottiglie di plastica di polietilene ad alta densità (HDPE)”, giungendo alla conclusione che per l’utilizzo di HDPE riciclato in vassoi per frutta secca intera e per verdura (funghi compresi) era sicuro. 

Questo ciclo di studi e pareri scientifici da parte dell’EFSA ha portato infine all’emanazione del Regolamento (UE) 2022/1616, entrato in vigore il 10 ottobre 2022. Questa normativa si occupa dei materiali e degli oggetti di materia plastica riciclata destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, disciplinando nello specifico: 

  1. l’immissione sul mercato di materiali e oggetti di materia plastica, destinati al contatto con gli alimenti, contenenti plastica riciclata; 
  2. lo sviluppo e il funzionamento di tecnologie, processi e impianti di riciclo, per produrre materia plastica riciclata da utilizzare in detti materiali e oggetti di materia plastica; 
  3. l’uso a contatto con i prodotti alimentari di materiali e oggetti di materia plastica riciclata e di materiali e oggetti di materia plastica destinati a essere riciclati. 

Secondo quanto previsto dal Regolamento, possono essere considerati idonei al contato con gli alimenti quei materiali in plastica riciclata solo se fabbricati o con una tecnologia di riciclo adeguata, in grado di riciclare i rifiuti in materiali e oggetti di materia plastica riciclata sufficientemente inerti e sicuri da un punto di vista microbiologico; oppure con una nuova tecnologia, purché questa sia conforme al Regolamento stesso. Per fugare qualunque dubbio, fra gli allegati vengono riportate le tecnologie di riciclo idonee per la produzione di plastica riciclata destinata alla fabbricazione dei MOCA, in quanto già valutate positivamente dall’EFSA. 

Per garantire la trasparenza e facilitare le attività di controllo, il nuovo regolamento istituisce il Registro dell’Unione delle nuove tecnologie, dei riciclatori, dei processi di riciclo, degli schemi di riciclo e degli impianti di decontaminazione, accessibile al pubblico sul sito web della Commissione Europea. 

Il mio consiglio 

Il Regolamento UE 2022/1616 non impone, di fatto, un’indicazione obbligatoria sull’etichetta riguardante l’utilizzo di plastica riciclata per la produzione degli imballaggi. Tuttavia, dal 1° gennaio 2023 è obbligatorio riportare le informazioni relative all’etichettatura ambientale degli imballaggi. Questo vuol dire che sulla confezione devono essere obbligatoriamente riportate le informazioni circa l’identificazione del materiale (attraverso un codice alfanumerico) e le indicazioni sulla raccolta differenziata, per procedere al corretto smaltimento del rifiuto in accordo con le disposizioni comunali.  

Circa la sicurezza delle confezioni in plastica riciclata, il lettore più attento non deve dubitare: tutti i materiali messi in commercio vengono preventivamente approvati dall’EFSA per il contatto con gli alimenti e verificati nel corso della filiera dalle Autorità competenti. 

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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