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Sicurezza Alimentare

PPWR: una nuova era per il packaging

Risale al 2022 la prima proposta per un Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. La cosiddetta PPWR (acronimo che sta per Packaging and Packaging Waste Regulation) è stata approvata nella sua versione definitiva il 24 aprile 2024 dal Parlamento europeo, dopo un iter lungo due anni. 

Andando a sostituire la attuale normativa relativa agli imballaggi, la Direttiva 94/62/EC, la PPWR potrebbe aprire le porte a una nuova era per questo settore, più in linea con le attuali politiche europee in tema di sostenibilità. 

Vediamo insieme quali sono le prospettive future e come la PPWR va a toccare in particolare il settore alimentare. 

Packaging e sostenibilità 

Il mercato degli imballaggi rappresenta una fetta importante delle attività economiche all’interno dell’UE. Sono lo strumento primario per proteggere e trasportare le merci, alimentari e non solo. Tuttavia, la normativa attualmente in vigore presenta delle problematiche su cui la CE ha dovuto riflettere: 

  • Le discrepanze degli approcci normativi fra uno Stato membro all’altro, soprattutto in materia di etichettatura, riciclo e riutilizzo; 
  • Le difficoltà che il mercato interno degli imballaggi riscontra nell’Unione; 
  • Tecnologie poco innovative e non rispettose dell’ambiente. 

In particolare, questo ultimo punto rappresenta una delle principali preoccupazioni della Commissione: è stato rilevato che il mercato degli imballaggi è fra i primi utilizzatori di materiali vergini, consumando il 40% della plastica e il 50% della carta all’interno dell’UE; inoltre, costituiscono in media il 36% dei rifiuti solidi urbani in tutti i Paesi dell’Unione. In termini ambientali siamo di fronte a un vero e proprio disastro: bassi livelli di riciclo e riutilizzano comportano uno sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, la perdita di biodiversità e un notevole aumento dell’inquinamento causato dalle emissioni di CO2. 

Ecco, allora, che già nel dicembre 2020 la Commissione europea ha voluto stabilire un obiettivo importante, che è stato sigillato dalla PPWR: entro il 2030 tutti gli imballaggi devono essere riutilizzabili o riciclabili in modo economicamente sostenibile, riducendo gli imballaggi stessi e il loro uso eccessivo e quindi i rifiuti di imballaggio.  

Fra gli obiettivi più ambiziosi di questa nuova normativa possiamo elencare: 

  1. Attivare misure per la riduzione dei rifiuti; 
  2. Impostare requisiti ambiziosi al fine di ridurre gli imballaggi eccessivi; 
  3. Migliorare la riciclabilità e ridurre al minimo la complessità degli imballaggi; 
  4. Aumentare i contenuti riciclati;  
  5. Eliminare gradualmente le sostanze pericolose e nocive e promuovere il riutilizzo; 
  6. Tutelare la sicurezza e l’igiene alimentari. 
La PPWR e la sicurezza alimentare 

Fra gli obiettivi principali della PPWR legati al settore alimentare vi è la riduzione al minimo di sostanze che destano preoccupazione nei materiali da imballaggio, in particolare riferimento ai MOCA, Materiali e Oggetti destinati al Contatto con gli Alimenti. Da qui, infatti, deriva il divieto di uso di taluni imballi e in particolare di tutte le sostanze chimiche che, se poste in contatto con gli alimenti, possono costituire una potenziale minaccia alla salute umana. Un esempio è costituito dalle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), che possono causare seri rischi per la salute e per l’ambiente. Ecco perché la PPWR prevede che – a partire diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del Regolamento – non potranno essere messi sul mercato i MOCA che contengano concentrazioni di PFAS superiori a determinati valori soglia indicati nella normativa. Su questo aspetto c’è da dire che l’attenzione dell’Unione Europea è sempre molto alta: infatti, all’interno della stessa PPWR è prevista la possibilità per la Commissione di intervenire negli anni a venire per ridurre ulteriormente il valore limite dei livelli di concentrazione di alcune sostanze chimiche (ad esempio, cadmio, mercurio e cromo esavalente) contenute nei MOCA. 

Interessante anche la sezione della normativa che riflette sul riutilizzo e sulla vendita di prodotti sfusi: in questo senso, una puntuale aggiunta è stata necessaria per uno specifico requisito legato alla sicurezza alimentare. Nella PPWR un imballaggio è considerato riutilizzabile se presenta queste caratteristiche: 

  • Essere stato sin dall’inizio concepito, progettato e immesso sul mercato con l’obiettivo di essere riutilizzato; 
  • Essere riempito, svuotato, ricaricato nuovamente senza che subisca danni, e a condizione che continui a essere sicuro per l’uso, sia degli operatori che degli utenti; 
  • Essere riciclabile. 

Gli obiettivi di riutilizzo fissati dalla proposta della Commissione sono stati oggetto di intense negoziazioni, anche in ragione del fatto che prodotti sfusi e imballaggi riutilizzati possono tradire gli obiettivi di sicurezza e igiene alimentare, se non trattati in modo corretto.  

Particolarmente interessante è l’impatto che talune disposizioni avranno sul settore HORECA (Hotellerie-Restaurant-Café). Secondo la PPWR, i distributori finali che operano in questo campo e che offrono bevande o alimenti per l’asporto dovranno – entro 24 mesi dalla entrata in vigore della normativa – mettere a disposizione dei clienti finali un sistema che permetta di utilizzare i propri contenitori da riempire.  

Allo stesso modo, entro 36 mesi dalla entrata in vigore del PPWR, gli operatori commerciali dovranno offrire ai consumatori l’opzione acquistare i prodotti in imballaggi riutilizzabili nell’ambito di un sistema di riutilizzo, sempre alle stesse condizioni dei prodotti venduti in confezioni monouso. 

Il mio consiglio  

La PPWR è un passo importante per l’Unione Europea. Molti degli aspetti che diamo per scontati e che fanno parte della nostra quotidianità, come sono appunto le scatole e gli imballaggi in cui sono contenuti gli alimenti che consumiamo, sono destinati a cambiare, per diventare finalmente amici dell’ambiente. 

Una nuova normativa che vada a uniformare le leggi nazionali è uno step indispensabile per guardare tutti insieme nella stessa direzione, che è quella di un mercato alimentare più in linea con gli obiettivi di sostenibilità e sicurezza, due elementi che pensiamo debbano sempre camminare per mano. 

Il mio consiglio per chi legge è quello di dedicare qualche secondo in più della nostra spesa alla lettura del packaging, andando a individuare le diciture e i simboli che dimostrano l’impegno delle aziende nell’utilizzo di materiali riciclabili e riutilizzati, imparando a nostra volta come smaltire correttamente l’imballaggio una volta consumato il prodotto al suo interno. 

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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