Mascherine e coronavirus

Le opinioni sono discordanti, ogni giorno sentiamo esperti dire che la mascherina sì, va indossata, e altri esperti dire che la mascherina crea un senso di protezione falsato e che potrebbe contribuire ad ampliare il contagio.

E se l’OMS ha ribadito che le mascherine sono necessarie a chi è infetto o agli operatori sanitari, lasciando quindi ampli dubbi su altri utilizzi, ci sono studi scientifici come per esempio questo apparso su Nature prima dell’epidemia attuale che dimostra che chi indossa le mascherine non emette più il virus sia quando tossisce o starnutisce sia durante la normale respirazione.

Io personalmente la indosso sempre, nei rari casi in cui debba uscire per necessità urgenti; sicuramente è molto importante sapere come utilizzarle, perché l’impiego non corretto può essere controproducente e rappresentare un fattore di contagio.

Cinque regole per utilizzare la mascherina

  • prima di indossare la mascherina, lava le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
  • copri bocca e naso con la mascherina assicurandoti che aderisca bene al volto
  • evita di toccare la mascherina mentre la indossi, se la tocchi, lavati le mani
  • quando diventa umida, sostituiscila con una nuova e non riutilizzarla; non utilizzare comunque la mascherina per più di un giorno
  • togli la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina, dove potrebbe essere il virus; gettala immediatamente in un sacchetto chiuso e lava le mani.

Le mascherine in commercio

Mascherina chirurgica

È utilizzata dal personale sanitario per proteggere i pazienti. L’utilizzo di questa mascherina protegge gli altri dall’eventuale fuoriuscita del virus tramite la saliva.

Questo tipo di mascherina però non protegge chi la indossa. Per la tutela degli altri, è importante che questa mascherina sia cambiata spesso e che si faccia molta attenzione all’umidità perché agevola il contagio.

La mascherina chirurgica non è un dispositivo di protezione individuale, ma se tutti la indossassimo nessuno rilascerebbe nell’aria goccioline di respiro potenzialmente infette. In questo modo tutti saremmo protetti.

L’acronimo FFP sta per “filtering face piece”, ovvero mascherina filtrante. Diversamente dalle mascherine chirurgiche, questa tipologia protegge chi la indossa. Il sistema di classificazione le divide in FFP1, FFP2 ed FFP3 a seconda della capacità di protezione crescente. Le FFP1 sono generalmente utilizzate nell’industria alimentare ed hanno una capacità filtrante dell’80%, non sufficiente a proteggere dal virus.

Le mascherine che garantiscono la protezione dal virus per chi le indossa sono le FFP2 e FFP3, che hanno un’efficacia filtrante pari, rispettivamente, al 95% ed al 99%.

Quella che vedi in figura è la mascherina FFP senza valvola, è importante che sia senza valvola per due motivi:

  • la mascherina con la valvola lascia uscire il respiro, è una mascherina per così dire egoista che protegge te ma non gli altri,
  • altro motivo è che sono quelle usate dal personale sanitario a contatto con i malati di Covid-19 che purtroppo hanno già contratto il virus e quindi non devono essere protetti, dobbiamo lasciarle ai sanitari.

Situazione in Italia

Alcune autorità hanno già legiferato riguardo all’utilizzo: la Regione Lombardia ha reso recentemente obbligatorio l’utilizzo delle mascherine per tutti e anche in Toscana è stata emanata un’ordinanza di questo tipo.

Sono molti i Comuni e le Regioni che pensano alle mascherine per affrontare la fase 2. Una delle regioni più attive, il Veneto, ha già annunciato provvedimenti in questo senso, ugualmente per posti molto turistici (e meravigliosi) come Capri e la Sardegna, si annunciano ordinanze sull’obbligo di dispositivi di protezione individuale, affinché proteggano contro la diffusione del Covid-19 anche nella futura fase di ripresa delle attività.

Mascherine CE e non CE

Data la scarsità di mascherine che deriva dal carattere globale della crisi da coronavirus, molte realtà industriali stanno riconvertendo la loro produzione per fabbricare mascherine anche senza marcatura CE.

Le mascherine che possiedono la marcatura CE sono prodotte secondo di criteri stabiliti da un’apposita normativa europea: regolamento n. 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale, norme UNI EN 149:2009 e UNI EN 13274-7:2019.

In questa situazione di emergenza, si è derogato all’obbligo di marcatura CE, accettando anche mascherine che ne sono prive, svolgendo comunque rigorosi controlli che ne verifichino l’adeguatezza. L’Istituto Superiore di Sanità ha definito delle linee guida per l’industria: https://www.confindustriadm.it/wp-content/uploads/2020/03/Checklist-mascherine_def.pdf

L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Lazio e l’Università degli studi di Tor Vergata, hanno svolto analisi approfondite su queste mascherine: dallo studio è emerso che le mascherine chirurgiche certificate forniscono valori medi di efficienza di filtrazione pari a 97% o migliori. I lotti di mascherine che hanno fornito valori medi minori del 95% sono stati scartati, mentre per quelle che hanno dato valori maggiori o uguali al 95 %, lo studio è stato ripetuto. La qualità delle mascherine, quindi, è buona e l’attenzione è alta.

Per approfondire: https://www.snpambiente.it/2020/03/27/test-di-arpa-lazio-sullefficienza-delle-mascherine/

 

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.