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Sicurezza Alimentare

L’irresistibile fascino dei “prodotti di montagna”

La nostra Penisola gode di una varietà di territori e di climi che la rendono davvero unica anche dal punto di vista gastronomico. Dalle coste all’entroterra, dal mare alla montagna, ovunque in tutta Italia si possono trovare specialità locali capaci di appagare anche i palati più esigenti. 

Ma, come sempre quando parliamo di alimenti, ogni produzione di cibo destinata al consumo umano ha delle regole che la disciplinano e che sono definite dalle Autorità di competenza. In virtù della consapevolezza dell’importanza della tutela di questo patrimonio gastronomico, la Commissione Europea prima e il Parlamento italiano poi hanno scelto di normare i cosiddetti “prodotti di montagna”, per garantire al consumatore una qualità che rispetti tutte le regole della sicurezza alimentare.

Cosa sono i “prodotti di montagna” 

Il termine “prodotto di montagna” appare chiaramente definito nel Regolamento (UE) n. 1151/2012, all’articolo 31 par. 2, come «in­dicazione facoltativa di qualità». Nello specifico, tale indicazione è utilizzata per descrivere quei prodotti per i quali:  

a) sia le materie prime che gli alimenti per animali provengono essenzialmente da zone di montagna; 

b) nel caso dei prodotti trasformati, anche la trasformazione ha luogo in zone di montagna.  

Il termine “prodotto di montagna” può quindi essere applicato a tutti quegli alimenti: 

  1. ottenuti da animali allevati nelle zone di montagna e trasformati in tali zone;   
  2. derivanti da animali allevati, per almeno gli ultimi due terzi del loro ciclo di vita, in zone di montagna, se i prodotti sono trasformati in tali zone;   
  3. derivanti da animali transumanti allevati, per almeno un quarto della loro vita, in pascoli di transumanza nelle zone di montagna. 

A chiarire quali siano le zone di montagna interviene il piano di sviluppo rurale regionale, che classifica i comuni in totalmente montani e parzialmente montani, sulla base del Regolamento (CE) n. 1257/1999 secondo il quale:  

Le zone di montagna sono quelle caratterizzate da una notevole limitazione delle possibilità di utilizzazione delle terre e da un notevole aumento del costo del lavoro, dovuti: 

  • all’esistenza di condizioni climatiche molto difficili a causa dell’altitudine, che si traducono in un periodo vegetativo nettamente abbreviato; 
  •  in zone di altitudine inferiore, all’esistenza nella maggior parte del territorio di forti pendii che rendono impossibile la meccanizzazione o richiedono l’impiego di materiale speciale assai oneroso; 
  • a una combinazione dei due fattori, quando lo svantaggio derivante da ciascuno di questi fattori presi separatamente è meno accentuato, ma la loro combinazione comporta uno svantaggio equivalente. 
Come riconoscere i “prodotti di montagna”

Recependo le indicazioni dei Regolamenti europei n. 1151/2012 e n. 665/2014 sulle condizioni di utilizzo dell’indicazione facoltativa di qualità “prodotto di montagna”, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha emanato nel 2017 il Decreto n. 217 per fissare le procedure nel campo della sicurezza alimentare di suddetti prodotti. 

Le aziende produttrici sono tenute a consentire la rintracciabilità dei prodotti di montagna esattamente come avviene per tutte le altre tipologie di alimenti. La tracciabilità deve essere assicurata in ogni fase della produzione, della trasformazione e della commercializzazione.  

Per facilitare il riconoscimento di tali prodotti in fase di acquisto, il Ministero ha pensato anche alla creazione di un logo con apposito decreto da apporre in etichetta su tutti quei prodotti che rispettino le indicazioni di qualità previste dalla legge in vigore. 

Sono quindi “prodotti di montagna” tutti i prodotti di origine animale, di origine vegetale oppure provenienti dall’apicoltura i cui ingredienti provengano per almeno il 51% del peso totale degli ingredienti da zone di montagna. 

In conclusione, potremmo trovare l’indicazione “prodotto di montagna” in etichetta solamente se il produttore avrà rispettato tutte le regole predisposte nella normativa europea, nazionale e regionale.  

Il mio consiglio

Esattamente come i prodotti con denominazione DOP, IGP e STG, anche i “prodotti di montagna” seguono delle regole precise, come abbiamo visto. Tuttavia, trattandosi di una indicazione di qualità facoltativa, non è detto che se ne trovi necessariamente traccia sull’etichetta.  

Certo è che, qualora leggendo accuratamente le etichette dei prodotti alimentari dovessimo trovare la dicitura “prodotto di montagna”, sapremmo con sicurezza che quell’alimento ha rispettato lungo tutta la filiera le norme previste dalle Autorità competenti. 

Il mio consiglio è quindi di procedere con serenità all’acquisto, con la consapevolezza che gli iter di controllo e monitoraggio garantiscono e tutelano il consumatore ben prima che il prodotto arrivi sulle nostre tavole.  

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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