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Sicurezza Alimentare e Scienza dell'Alimentazione

L’idrossitirosolo potrebbe essere l’elisir di lunga vita 

Il nostro Paese gode, e ci verrebbe da dire a ragione, della fama di nazione in cui si mangia meglio al mondo. La varietà di prodotti enogastronomici d’eccellenza non è di certo un segreto, al punto da essere oggetto delle attenzioni non solo del mercato, ma anche degli scienziati, che cercano in essi l’elisir di lunga vita. 

In effetti, la dieta mediterranea è da sempre al centro di studi per i suoi effetti benefici sulla salute umana. Accreditati studi scientifici dimostrano che questi effetti potrebbero derivare dall’idrossitirosolo, un componente chimico che ha suscitato l’interesse del settore alimentare e farmaceutico. 

Per capire quali sono le ragioni chimiche e nutrizionali che si nascondono dietro il potere dell’idrossitirosolo, ho chiesto l’opinione della dottoressa Nicoletta Cataldi, specialista in Scienza dell’Alimentazione. 

Il parere dell’esperta in Sicurezza Alimentare

Si scrive idrossitirosolo, si legge olio d’oliva. Non solo per semplificare la lettura a chi ci segue, ma perché effettivamente l’idrossitirosolo si trova nella pianta dell’olivo (Olea europaea). 

Si tratta di un polifenolo presente in natura come prodotto di degradazione dell’oleuropeina a seguito dell’idrolisi che avviene durante la maturazione del frutto e durante lo stoccaggio e la lavorazione delle olive da tavola. È presente nelle foglie, nei frutti, nell’olio e negli scarti oleari, quali acque reflue di frantoio e la frazione di rifiuti semisolidi, che possono contenere fino al 98% di idrossitirosolo e altri componenti fenolici.  

L’idrossitirosolo ha attirato su di sé l’attenzione degli studiosi per le sue grandi proprietà antinfiammatorie e anticancerogene. A prenderlo in esame è stata proprio l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, incaricata di elaborare un parere scientifico sull’idrossitirosolo quale nuovo ingrediente. 

Il frutto di questa indagine ha portato alla stesura ed emanazione della Decisione di esecuzione (UE) 2017/2373 della Commissione del 14 dicembre 2017, che autorizza l’immissione sul mercato dell’idrossitirosolo quale nuovo ingrediente alimentare. 

Con questa Decisione, l’EFSA non solo ha approvato l’utilizzo dell’idrossitirosolo, ma ne ha stabilito anche le quantità e modalità, specificando che le proprietà antiossidanti si manifestano solo negli oli di oliva che contengono almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati (ad esempio oleuropeina e tirosolo) ogni 20 g di olio di oliva. 

A seguito del parere europeo, l’idrossitirosolo e i polifenoli da olivo sono sostanze rientranti nel documento redatto dal Ministero della Salute “Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico” e in particolare nell’elenco “Altre sostanze senza apporto massimo giornaliero definito”, che ne autorizza l’impiego come integratore alimentare. 

Il parere dell’esperta in Scienza dell’Alimentazione 

I composti fenolici come l’idrossitirosolo fanno parte di una famiglia di composti naturali che hanno la capacità di trasferire un idrogeno dal loro gruppo ossidrile fenolico a specie reattive dell’ossigeno.  

Secondo gli studi degli esperti, parrebbe che l’idrossitirosolo agisca da potente antiossidante e, addirittura, che eserciti effetti anticancerogeni, promuovendo l’apoptosi delle cellule cancerogene e l’inibizione della proliferazione attraverso l’attivazione di specifiche vie metaboliche. L’idrossitirosolo rallenta l’ossidazione del colesterolo LDL ,contrastando la formazione delle placche aterosclerotiche. Non solo: è anche noto che l’idrossitirosolo sia in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, favorendo l’eliminazione dei radicali liberi a livello del sistema nervoso. 

L’olio di oliva contiene grandi quantità di acidi grassi monoinsaturi e molecole antiossidanti come l’idrossitirosolo, anche se la sua quantità può variare in base alla cultivar, alla posizione della piantagione, al processo di produzione e trasformazione dell’olio e alla sua qualità. 

In ogni caso, è indubbio che tali molecole conferiscano particolari caratteristiche organolettiche all’olio e proprietà salutistiche e che contribuiscano alla stabilità all’autossidazione del prodotto. 

Stando al parere dell’EFSA, l’effetto benefico antiossidante si ottiene con l’assunzione giornaliera di 20 g di olio di oliva. Solitamente, l’assunzione di idrossitirosolo e polifenoli da olivo risulta ben tollerata all’organismo e non presenta controindicazioni se consumato in modo appropriato. Tuttavia, il mio consiglio è quello di consultare sempre il proprio medico di fiducia, soprattutto quando sono presenti importanti intolleranze o allergie alimentari. 

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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