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Sicurezza Alimentare e Scienza dell'Alimentazione

Le sostanze naturali 

Le sostanze naturali, termine con il quale ci riferiamo a un gruppo ampio e diversificato di sostanze di origine vegetale, microbica, animale e minerale, rappresentano un enorme serbatoio di soluzioni per l’alimentazione e per la salute umana. È pur vero che oggi, spesso per soli fini di marketing, la parola “naturale” sembra quasi essere stata svuotata del suo significato per divenire, invece, una sorta di “medaglia d’onore” sui packaging dei prodotti che acquistiamo. 

Per togliere ogni dubbio su cosa siano veramente le sostanze naturali e quali sono i benefici che apportano alla nostra salute, ho scelto di affrontare l’argomento con la dottoressa Nicoletta Cataldi, specialista in Scienze dell’Alimentazione

I consigli dell’esperta in Sicurezza Alimentare 

Per quanto possa sembrare un requisito quasi scontato dei prodotti alimentari in commercio, in verità le sostanze naturali sono presenti sono in una misurata percentuale all’interno dei prodotti in vendita nei supermercati. 

Con “sostanze naturali”, in chimica organica, si intende un composto prodotto da un organismo vivente che è spontaneamente presente in natura. Tali sostanze sono definite “naturali” proprio perché non subiscono alterazioni, vale a dire che non vengono sottoposte ad alcun processo di sintesi. 

Si differenziano, infatti, dalle “sostanze sintetiche” poiché queste ultime sono frutto di una manipolazione mediante procedimento chimico frutto dell’esperienza di laboratorio dell’uomo. In altre parole, a partire da una sostanza naturale di origine animale o vegetale, l’uomo è in grado di dare vita a prodotti ottenuti tramite processi di laboratorio. Questo non ci deve spaventare: spesso si interviene su sostanze naturali per migliorarne alcune qualità. 

Non dimentichiamo, però, che anche le sostanze naturali, per poter essere commercializzate per il consumo umano, devono essere sottoposte al vaglio di una rigorosa ricerca scientifica e al controllo delle autorità competenti. All’interno dell’Unione Europea questo ruolo spetta all’EFSA, che fornisce consulenza scientifica e assistenza tecnica in relazione alle sostanze chimiche presenti negli alimenti e nei mangimi. Una volta che i gestori del rischio (vale a dire Commissione europea, Parlamento europeo e Stati membri) deliberano sulla sicurezza di queste sostanze per la salute umana e animale e per l’ambiente, queste possono essere utilizzate con molteplici destinazioni, da quello alimentare a quello farmaceutico e cosmetico, oppure ancora come novel food o dispositivo medico. 

In breve, perché un alimento possa definirsi “naturale” e rispettare i criteri della sicurezza alimentare deve: 

  1. Essere biodegradabile; 
  2. Essere privo di OGM e di qualsiasi altro additivo; 
  3. Non essere stato trasformato, come da Regolamento (UE) 852/2004 che definisce i “prodotti non trasformati” come: prodotti alimentari non sottoposti a trattamento, compresi prodotti che siano stati divisi, separati, sezionati, affettati, disossati, tritati, scuoiati, frantumati, tagliati, puliti, rifilati, decorticati, macinati, refrigerati, congelati, surgelati o scongelati. (Art. 2, comma n) 
I consigli dell’esperta in Scienze dell’Alimentazione 

Gli alimenti con cui ci nutriamo quotidianamente sono costituiti da migliaia di sostanze chimiche di origine naturale, che sarebbe più corretto definire “biotiche”, poiché prodotte da esseri viventi (biòs, in greco, vuol dire “vita”). Si tratta, infatti, di sostanze prodotte da piante e animali durante il loro naturale ciclo di vita, che non subiscono nessun tipo di alterazione.  

In nutrizione, facciamo riferimento a tali sostanze come “nutrienti”, quali ad esempio i carboidrati, le proteine, i grassi, ma negli alimenti si trovano anche le vitamine, gli ormoni, gli antiossidanti (quali polifenoli e selenio), gli aromi, i coloranti (come il licopene) e così via. 

Il fatto che si tratti di sostanze chimiche non deve farci storcere il naso: “chimico”, infatti, non vuol dire “tossico” o dannoso per la nostra salute; anzi, chimico è sinonimo di naturale, basti pensare che è “chimico” anche l’ossigeno che respiriamo, o l’acqua che beviamo. Allo stesso modo, tutti gli alimenti che consumiamo e che sono indispensabili per il nostro sostentamento sono composti da sostanze chimiche, molte delle quali contribuiscono a rendere la nostra alimentazione equilibrata e gustosa. 

Per questo è indispensabile non fare confusione con additivi, aromi, coloranti o integratori alimentari sintetici che vengono aggiunti in laboratorio alle sostanze naturali, spesso con lo scopo di migliorare il sapore, l’aspetto o la durabilità dei cibi. 

Negli ultimi anni, numerosi studi di laboratorio hanno, infatti, dimostrato che gli additivi sono in molti casi superflui, dal momento che i composti naturali possiedono intrinsecamente la capacità di migliorare taluni aspetti della nostra salute e alimentazione, stimolando lo sviluppo di cellule e procedimenti benefici indispensabili per il nostro corpo. 

Attenzione, però, a non cadere nel tranello “naturale = benefico”. Infatti, sono moltissime le sostanze “biotiche” naturalmente presenti in natura dagli effetti tossici per la nostra salute: si pensi, ad esempio, ai veleni vegetali prodotti dai funghi. 

Il mio consiglio è quello di non abusare di erbe o integratori, ma di affidarsi sempre a uno specialista affinché formuli per noi un piano nutrizionale personalizzato che tenga conto delle necessità del nostro corpo, andando eventualmente a colmare carenze derivate da patologie come l’anemia mediterranea o il diabete.

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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