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Sicurezza Alimentare

Le 5 certificazioni che un esperto di Sicurezza Alimentare non può non conoscere

Garantire la qualità dei prodotti e trasmettere così un’immagine di affidabilità verso i propri clienti è un tassello fondamentale per ogni azienda alimentare. Oltre a rispettare gli obblighi previsti dalle normative comunitarie e nazionali, infatti, le aziende hanno la possibilità di dimostrare il proprio costante impegno verso la sicurezza alimentare per mezzo di certificazioni volontarie. 

Le certificazioni alimentari altro non sono che delle attestazioni che – appunto – certificano il rispetto delle norme all’interno dello stabilimento di produzione. Queste seguono degli standard alimentari uniformati e riconosciuti a livello internazionale che attestano la conformità dei requisiti ai criteri della sicurezza e della qualità alimentare. 

Ogni esperto in sicurezza alimentare che si rispetti conosce le certificazioni a menadito, ma sono convinta che anche il consumatore comune che voglia fare scelte consapevoli debba essere informato su tutti gli aspetti che riguardano le certificazioni di qualità, così da poter individuare le aziende più virtuose e i prodotti più sicuri. 

Vediamo, allora, insieme le 5 certificazioni alimentari che non possiamo non conoscere. 

1.BRCGS Food 

Lo standard globale di sicurezza alimentare BRCGS Food è un punto di riferimento da quasi venticinque anni. Nato nel 1998 in Gran Bretagna per volontà e iniziativa dei soggetti che operano nella GDO inglese (da cui il nome British Retail Consortium), questo standard aveva inizialmente come scopo principale quello di condividere esperienze sul tema della sicurezza alimentare, al fine di sviluppare insieme un sistema solido di ispezione sui fornitori.  

La certificazione volontaria BRCGS Food è oggi considerata una delle principali certificazioni di prodotto a livello internazionale in materia di sicurezza alimentare: adottato da oltre 22.000 siti in più di 130 Paesi, lo standard è accettato dal 70% dei dieci principali rivenditori globali, dal 60% dei dieci principali ristoranti a servizio rapido e dal 50% dei venticinque principali produttori. Questa norma può essere applicata a tutte le aziende di produzione, trasformazione o confezionamento di alimenti, nonché aziende di produzione di mangimi e pet food. 

Negli anni, lo standard si è costantemente evoluto per proteggere il consumatore. Un’azienda che abbia conseguito la certificazione BRCGS garantisce alti standard di qualità in tutti questi campi: 

  • Ambienti produttivi e requisiti strutturali;  
  • Specifiche di prodotto e di processo;  
  • Norme comportamentali per il personale;  
  • Prevenzione dei potenziali rischi legati alla sicurezza alimentare attraverso metodi di valutazione basati sui principi dell’Hazard Analysis (HACCP) e del Risk Assessment. 

La BRCGS Food consente anche di ottenere la certificazione gluten free, seguendo requisiti e standard decisamente stringenti per la realizzazione di alimenti per celiaci.

2.FSSC 22000 

La certificazione FSSC 22000 è uno standard di certificazione di Sistemi di Gestione per la Sicurezza Alimentare redatto dalla Foundation for Food Safety Certification nel 2009. Questo standard viene utilizzato nell’industria alimentare e nella relativa catena di fornitura per garantire i processi di sicurezza alimentare all’interno di aziende di produzione e/o trasformazione di alimenti, ristorazione collettiva, imprese di produzione di imballaggi per alimenti, trasportatori e distributori all’ingrosso di alimenti. 

L’obiettivo è quello di definire i requisiti di certificazione e i metodi per sviluppare sistemi di gestione per la sicurezza alimentare e in particolare: 

  • individuando, valutando e controllando i rischi per la sicurezza alimentare potenzialmente presenti nell’azienda, in base ai principi del Sistema HACCP;  
  • elaborando dei canali di informazione con gli stakeholders aziendali (es. fornitori, clienti, dipendenti ecc.), relativamente a questioni sulla Sicurezza Alimentare dei prodotti commercializzati;  
  • sviluppando dei programmi interni di divulgazione della Cultura della qualità e sicurezza alimentare a tutti i livelli aziendali;  
  • effettuando una attenta analisi del contesto aziendale, delle esigenze e aspettative degli stakeholders e dei potenziali rischi che possano avere impatto sul Sistema di Gestione;  
  • promuovendo e sviluppando l’impegno aziendale sulle questioni legate alla sicurezza alimentare, ala riduzione dello spreco alimentare e la riduzione dell’impatto dell’azienda sul cambiamento climatico 
  • valutando e testando periodicamente le prestazioni del Sistema di Gestione ed eventualmente pianificando delle revisioni atte al miglioramento continuo. 

Attualmente, sono più di 35.000 le aziende certifica FSSC 22000 in tutto il mondo, come ad esempio Coca-Cola o Nestlé. Il più grande beneficio per i consumatori è la totale trasparenza sulla produzione dei beni di consumo e sulla relativa catena di fornitura, andando quindi a ridurre notevolmente il rischio di frodi alimentari, grazie alla costante vigilanza di un Comitato Consultivo. 

3.IFS Food 

Lo standard IFS Food può essere applicato da tutte le aziende che producono alimenti e Pet Food che vogliono accrescere il proprio valore collaborando con la Grande Distribuzione Organizzata. Questa certificazione è nata nel 2003 dalla collaborazione di federazioni di distributori della GDO tedesca, francese e italiana con il triplice obiettivo di migliorare il sistema per la sicurezza alimentare, garantire standard elevati durante la produzione e rendere più efficienti i processi. 

L’azienda che consegue la certificazione IFS Food tutela il consumatore impegnandosi a mantenere elevati standard di sicurezza alimentare e qualità, nello specifico: 

  • Ambienti produttivi più performanti; 
  • Specifiche di prodotto e di processo ben definite; 
  • Ottimizzazione dei processi produttivi, orientati alla riduzione degli sprechi; 
  • Prevenzione dei potenziali rischi legati alla sicurezza alimentare. 
4.ISO 22000 

Lo standard UNI EN ISO 22000 “Food Safety Management Systems Requirements” è uno standard internazionale per la certificazione di Sistemi di Gestione della Sicurezza Alimentare.  

La norma può essere applicata da tutte le aziende che operano in modo diretto o indiretto lungo la filiera agroalimentare. Questo vuol dire che sono inclusi nell’elenco produttori, trasformatori, distributori e utilizzatori di packaging o di materiali destinati a entrare in contatto con alimenti (MOCA), i produttori di detergenti, le imprese di pulizia, le società di disinfestazione o le lavanderie industriali.  

L’applicazione di questo standard volontario apporta notevoli benefici nella gestione della sicurezza alimentare nell’azienda, perché ottimizza i processi interni, consente di validare misure di controllo molto restrittive e garantisce la verifica del rispetto della normativa cogente 

4.ISO 22005 

La norma UNI EN ISO 22005:2008 è uno standard volontario che certifica la rintracciabilità nella filiera alimentare e mangimistica, in termini di origine delle materie prime e origine dei prodotti. Questa certificazione è entrata in vigore il 17 gennaio 2008 ed è oggi adottata da tutte quelle organizzazioni che intendono valorizzare e comunicare l’origine dei prodotti o delle materie prime impiegate. 

Possedere la ISO 22005, infatti, consente di aumentare la fiducia nei confronti dell’azienda produttrice da parte dei propri clienti e dei consumatori finali, apportando notevoli benefici anche nella gestione dell’azienda, perché ottimizza i processi interni e garantisce il rispetto del Reg. CE 178/02 in tema di tracciabilità, rintracciabilità, ritiri e richiami dal commercio. 

Grazie a questa certificazione, il consumatore può tenere traccia del percorso dell’alimento, dal produttore fino alla tavola. Essa è quindi un ulteriore strumento di garanzia per il cittadino sull’origine dei prodotti alimentari, nonché elemento di competitività per l’azienda: la trasparenza tra consumatore e produttore è la base per un rapporto di fiducia, oltre che a rispondere alle esigenze di sostenibilità del piano europeo.  

Il mio consiglio 

Sono davvero moltissime le attività che coinvolgono le aziende alimentari spesso ignote ai consumatori. Il mio obiettivo è quello di rivelare il ‘dietro le quinte’ dell’industria agroalimentare, per consentire a tutti di essere informati sui processi che conducono i prodotti dal campo alla nostra tavola. 

 

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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