lattosio

Che differenza c’è tra “senza lattosio” e “a basso contenuto di lattosio”?

Che differenza c’è tra “senza lattosio” e “a basso contenuto di lattosio”?

Il lattosio è uno zucchero, o carboidrato, composto da due monosaccaridi, il glucosio e il galattosio. Si trova con concentrazioni variabili nel latte e nei suoi derivati, essendo prodotto dalla ghiandola mammaria dei mammiferi. Circa il 98% degli zuccheri presenti nel latte è costituito proprio dal lattosio. Spesso in ambito industriale viene aggiunto ad altri alimenti per migliorarne il sapore o la conservazione. Per questo motivo se ne trovano delle tracce, ad esempio, anche nei salumi, nei prodotti da forno, negli gnocchi, nelle salse e in alcune minestre. Viene digerito dal corpo umano grazie all’enzima lattasi, in grado di scindere il lattosio nelle sue due componenti. In caso di deficit di questo enzima si parla di intolleranza al lattosio.

Gli allergeni

Il latte, e quindi il lattosio, è un allergene riconosciuto dalla legge e fa parte dell’elenco europeo dei 14 allergeni contenuto nel regolamento UE n. 1169/2011.

Possiamo riconoscere facilmente i prodotti che contengono latte. Infatti, gli ingredienti definiti come allergeni sono indicati in etichetta con un carattere diverso che risalti rispetto agli altri (grassetto, corsivo).

I prodotti delattosati

Con delle tecniche di laboratorio, l’industria alimentare può produrre alimenti delattosati: al latte viene aggiunta la lattasi, in questo modo il lattosio si scinde in glucosio e galattosio.

L’indicazione “senza lattosio” può essere impiegata per latti e prodotti lattiero-caseari con un residuo di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml.

I prodotti con tale indicazione devono riportare l’informazione in etichetta sulla specifica soglia residua di lattosio con modalità del tipo “meno di ..”. La soglia indicata deve risultare comunque inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml.

Solo per i latti e i latti fermentati può essere impiegata l’indicazione “a ridotto contenuto di lattosio” se il residuo del disaccaride è inferiore a 0,5 g per 100 g o 100 ml. Sulle etichette di tali prodotti va riportato che il tenore di lattosio è “meno di 0,5 g per 100 g o 100 ml”.

 

I prodotti naturalmente privi di lattosio

Alcuni prodotti sono non contengono lattosio anche se a base di latte, per esempio alcuni formaggi (Grana Padano DOP) stagionati. Dopo 9 mesi di stagionatura il contenuto è inferiore a 0,1 g/100 g.

Una apposita circolare del Ministero della salute ha riconosciuto che, per effetto di particolari processi di produzione, in alcuni alimenti a base di latte il contenuto di lattosio è molto basso ed ha stabilito cosa devono indicare i produttori in etichetta per informare i consumatori:

 

  • “Naturalmente privo di lattosio” o espressione equivalente quando il tenore residuo di lattosio, da riportare in etichetta, è inferiore a 0,1 g/100 g
  • “Naturalmente a ridotto contenuto di lattosio” o espressione equivalente quando il tenore residuo di lattosio, da riportare in etichetta, è inferiore a 0,5 g/100/g

 

Per entrambe le categorie di prodotti va riportato in etichetta:

  • che l’assenza di lattosio o la sua ridotta presenza sono una conseguenza “naturale” del tipico processo di fabbricazione con il quale si ottiene il formaggio in questione
  • una indicazione del tipo “contiene galattosio” oppure “contiene galattosio in quantità inferiori a…”
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