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Sicurezza Alimentare

La sicurezza alimentare dei neonati: tutte le attenzioni da riservare ai più piccoli

La sicurezza alimentare è qualcosa che riguarda tutti noi nella vita di tutti i giorni. L’alimentazione, infatti, è al centro delle attività quotidiane, momento indispensabile per darci il giusto apporto di energie per affrontare i nostri impegni. 

Per questo motivo, la sicurezza alimentare risulta ancora più importante quando parliamo dell’alimentazione dei neonati, che affrontano, nei primi mesi e anni di vita, processi di sviluppo fisico che saranno le fondamenta della loro vita da adulti. 

Ecco perché in questo articolo ho scelto di parlarvi degli alimenti riservati ai più piccoli, per imparare a riconoscere quelli più adatti alle loro esigenze, senza cadere in facili – ma pericolosi – tranelli.

Quali sono gli alimenti commerciali per neonati e bambini piccoli 

Se è vero che per i primi sei mesi di vita i neonati vengono nutriti esclusivamente con il latte materno, successivamente – fino ai due anni – vengono introdotti nella dieta dei bambini degli alimenti complementari che non vanno a sostituire il latte materno quanto, casomai, a unirsi in maniera continuativa ad esso. 

Con “alimento complementare”, infatti, si intende qualsiasi alimento, sia prodotto industrialmente che preparato localmente, adatto come complemento del latte materno o delle formule per lattanti, quando entrambi diventino insufficienti a soddisfare le esigenze nutrizionali del lattante. Tali alimenti sono anche comunemente denominati “pappe per lo svezzamento” o “supplementi del latte materno”. (Oms, Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, Art. 3) 

Fra questi alimenti complementari possiamo includere: 

  • Biscotti e wafer; 
  • Cereali e pappe pronti all’uso; 
  • Purea di frutta e/o verdura; 
  • Succhi, smoothies, tè e altre bevande pronte da bere; 
  • Bevande in polvere; 
  • Pasti a base di carne o pesce;  
  • Polvere per frappé a base di latte (milkshake);  
  • Dolci al cucchiaio (ad esempio, budini e creme); 
  • Zuppe;  
  • Yogurt o prodotti a base di yogurt. 

Affinché tali prodotti siano adeguati al consumo dei più piccoli, devono rispettare le qualità nutrizionali previste dalle Linee Guida dettate dall’Oms in modo tale da evitare contenuti troppo alti di grassi saturi, zuccheri o sale.

Cosa dice la normativa 

Risale al 1981 il più importante tentativo di stabilire delle regole sul marketing degli alimenti per l’infanzia e i sostituti del latte materno con il Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno emanato dall’Oms. 

L’obiettivo era quello di  

assicurare ai lattanti una nutrizione sicura e adeguata, proteggendo e promuovendo l’allattamento al seno, e assicurando l’utilizzazione appropriata dei sostituti del latte materno, ove necessari, sulla base di informazioni adeguate e attraverso forme appropriate di commercializzazione e distribuzione. (Oms, Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, Art. 1) 

Questo primo codice mirava a definire alcuni aspetti fondamentali dei prodotti destinati ai neonati, fra cui: 

  • La qualità, in quanto requisito essenziale per la tutela della salute dei neonati e, pertanto, deve attenersi a uno standard elevato; 
  • L’etichettatura, che deve fornire le informazioni necessarie sull’uso appropriato del prodotto e non tale da scoraggiare l’allattamento al seno; 
  • Il monitoraggio, la cui responsabilità è affidata ai governi nazionali, che devono adottare i provvedimenti necessari affinché sia data piena attuazione ai principi e alle finalità del Codice. 

Nel 2016, con la pubblicazione di una nuova Guida per porre fine alla promozione inappropriata di alimenti per neonati e bambini piccoli, l’Oms ha ulteriormente inasprito le regole riguardanti la commercializzazione dei prodotti destinati ai neonati, considerando insufficienti le precedenti linee guida normative che ne regolano le modalità di formulazione e commercializzazione.  

La spinta alla stesura di questa Guida deriva dalla consapevolezza della presenza sul mercato di molti prodotti commercializzati come adatti ai bambini di età inferiore ai 4 mesi di vita, osservando che, molto spesso, tali alimenti contengono dei livelli di zuccheri eccessivi. 

Il passo più importante, pertanto, è l’identificazione dei prodotti che possono e non possono essere promossi per i lattanti e i bambini fino a 36 mesi, così da attuare le linee guida dell’OMS nei Paesi comunitari e sostenere lo sviluppo di misure legali e politiche efficaci per evitare una promozione inappropriata. 

A questo l’Oms aggiunge alcuni elementi fondamentali per orientarsi nell’acquisto dei prodotti destinati ai più piccoli, ovvero:  

  • È meglio prediligere alimenti vegetali e naturalmente salati rispetto a quelli a base di frutta e dolci;  
  • Evitare tutti i prodotti che contengano zuccheri aggiunti o agenti dolcificanti;  
  • Diffidare di tutti quei packaging che presentano fumetti, disegni o nomi e claim accattivanti con il solo scopo di attirare l’attenzione; 
  • I prodotti per neonati non dovrebbero avere sali aggiunti; 
  • In ogni caso, i prodotti non devono essere commercializzati come adatti a bambini di età inferiore a 6 mesi.
Come leggere l’etichetta dei prodotti per neonati e bambini piccoli 

Il Codice del 1981 ci guida nella lettura delle etichette apposte sui prodotti alimentari destinati ai neonati e ai bambini piccoli. All’articolo 9, interamente dedicato al tema dell’etichettatura, possiamo leggere che le informazioni riportate devono essere redatte “in un linguaggio comprensibile e di facile lettura”, che includa tutti i seguenti punti: 

  • le parole “Avvertenza Importante” o le loro equivalenti; 
  • una dichiarazione sulla superiorità dell’allattamento al seno; 
  • una dichiarazione che il prodotto deve essere utilizzato esclusivamente dietro parere di 
  • un operatore sanitario sia per quanto riguarda la necessità del suo impiego che il corretto 
  • metodo di utilizzazione; 
  • istruzioni per un’adeguata preparazione, e un avvertimento sui rischi di una preparazione impropria. 

Oltre a questo, l’etichetta di prodotti per neonati e bambini piccoli deve informare i consumatori anche su: 

  • gli ingredienti utilizzati; 
  • la composizione/analisi del prodotto; 
  • i requisiti per la conservazione; 
  • il numero di lotto; 
  • la data entro la quale il prodotto deve essere consumato (TMC). 

Affinché l’etichetta sia chiara e non fuorviante, è fatto divieto dal Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno di raffigurare sulla confezione immagini o testi idealizzanti; in particolare, devono essere evitati i termini “umanizzato”, “maternizzato” o simili. 

È tuttavia permesso usare rappresentazioni grafiche che consentano la facile identificazione del prodotto come un sostituto del latte materno e che spieghino il metodo di preparazione.

Il mio consiglio 

È sempre difficile da genitori sapere se si sta facendo la scelta più giusta per i nostri piccoli. Per questo, oltre a informarci sempre adeguatamente sui prodotti prima di fare un acquisto, il mio consiglio è quello di rivolgerci a uno specialista che sappia guidarci nella formulazione di un piano alimentare che rispetti le esigenze del neonato. Conoscendo la normativa e con l’aiuto di un pediatra possiamo sentirci più tranquilli e sapere che stiamo andando nella direzione giusta. 

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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