insalata quarta gamma

IV Gamma: l’insalata pronta all’uso è sicura?

Chi ha voglia di capare e lavare l’insalata per cena?

Io no davvero (almeno con la vita frenetica del giorno d’oggi) e quindi ecco in soccorso le buste di insalata pronta nei banchi frigo dei supermercati.

Si tratta tecnicamente di alimenti definiti di IV Gamma, cioè pronti al consumo poiché sottoposti a livello industriale ad almeno due cicli di lavaggio finalizzati a garantirne la sicurezza igienico sanitaria.

4 gamma tabella esplicativa

 

I prodotti di IV Gamma sono infatti alimenti che non necessitano di lavaggio o cottura casalinga e che pertanto devono rispondere a requisiti di igiene particolarmente restrittivi.

Per tale motivo, durante il lavaggio industriale per immersione in vasche d’acqua si utilizzano disinfettanti efficaci contro la maggior parte dei batteri, anche patogeni.

I disinfettanti più utilizzati sono peracidi ed ozono ma anche prodotti a base di cloro.

Questi ultimi, sebbene molto efficaci, possono tuttavia modificare le caratteristiche organolettiche (olfattive) dei prodotti e pertanto vengono sempre meno utilizzati.

Rispetto all’utilizzo dei disinfettanti, non possiamo non considerare un altro aspetto; se da un lato infatti i lavaggi con disinfettanti permetto la bonifica microbiologica del prodotto, d’altra parte esiste la possibilità che un risciacquo non idoneo in fase di lavaggio possa comprometterne comunque la sicurezza.

Stiamo parlando di residui dei prodotti disinfettanti, ovvero di contaminazione chimica, da tenere sempre in considerazione al pari di quella microbiologica.

Rispetto ad essa infatti le industrie misurano alcuni indicatori delle acque di risciacquo (es. pH, conducibilità, ecc) accertandosi dell’assenza di residui.

La parte del leone in questo ambito la fanno senz’altro le insalate che sono presenti sugli scaffali con le loro infinite varietà. Dunque un bel risparmio di tempo quando si ha fretta e soprattutto poca voglia!

 

Ma con la sicurezza alimentare come la mettiamo?

Cominciamo con il dire che si tratta di prodotti assolutamente sicuri per il consumo, ma con i dovuti accorgimenti.

Rispetto ad un’insalata fresca infatti, ci sono delle sostanziali differenze; prima fra tutte la durabilità dell’alimento stesso.

Le insalate in busta infatti hanno una durata molto breve (nell’ordine di pochissimi giorni) e questo è dovuto in gran parte al fatto che, subendo diverse manipolazioni e lavorazioni, sono soggette a maggiori sollecitazioni e stress.

Il taglio che in genere subiscono, contribuisce ad accrescerne la deperibilità, perché le superfici di taglio costituiscono un veicolo importante per i batteri.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello legato alle modalità di conservazione, che devono essere rigorosamente “a temperatura refrigerata”, inferiore agli 8 °C.

Qualunque sia la vostra scelta comunque, buona insalata a tutti!

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.