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Sicurezza Alimentare e Scienza dell'Alimentazione

Il tranello dei Profili nutrizionali: ecco come non farsi ingannare

Fornire informazioni chiare sugli alimenti ai consumatori, oltre a una pratica eticamente corretta, è un obbligo di legge che i produttori sono tenuti a osservare. La Commissione Europea è impegnata costantemente affinché venga assicurato ai cittadini un elevato livello di protezione delle informazioni riportate sulle confezioni.  

Un’informazione chiara, infatti, facilita la scelta di un’alimentazione sana e sicura, giovando sia alla salute e alla qualità della vita sia al benessere economico. Per questo motivo, la Commissione Europea ha normato l’etichettatura nutrizionale, stabilendo diciture e parametri precisi che non ingannino il consumatore, ma che anzi consentano di effettuare l’acquisto in conformità con le proprie esigenze di salute.  

Per affrontare l’argomento, ho scelto di parlarne con la dottoressa Nicoletta Cataldi, esperta in Scienze dell’Alimentazione, per fornire alle lettrici e ai lettori di questo blog un punto di vista completo ed esaustivo. 

I consigli dell’esperta in Sicurezza alimentare  

Nell’Unione Europea è il Regolamento (UE) n. 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori a stabilire i principi generali, i requisiti e le responsabilità che disciplinano le informazioni sugli alimenti, in particolare l’etichettatura degli alimenti.   

A partire dal 2020, la Commissione europea ha adottato la Strategia “Farm to Fork” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente come parte del Green Deal europeo. Tale strategia stabilisce che un’informazione chiara faciliti la scelta di un’alimentazione sana e sostenibile da parte dei consumatori.  

L’etichettatura nutrizionale obbligatoria proposta dalla Commissione Europea istituisce anche profili nutrizionali per limitare la promozione (tramite indicazioni nutrizionali e sulla salute) di alimenti che possano danneggiare la salute, come ad esempio quei cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e/o sale.  

Con il Regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, si denota che “vi è un numero crescente di alimenti etichettati e pubblicizzati nella Comunità recanti indicazioni nutrizionali e sulla salute”. Per tale motivo, con lo scopo di “garantire un elevato livello di tutela dei consumatori e facilitare le loro scelte, i prodotti immessi sul mercato devono essere sicuri e adeguatamente etichettati”. 

Le indicazioni nutrizionali e sulla salute possono, pertanto, essere impiegate nell’etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità dei prodotti alimentari immessi sul mercato comunitario solo se conformi alle disposizioni del presente regolamento. 

La normativa specifica che l’impiego delle indicazioni nutrizionali e sulla salute non può: 

  1. essere falso, ambiguo o fuorviante; 
  2. dare adito a dubbi sulla sicurezza e/o sull’adeguatezza nutrizionale di altri alimenti; 
  3. incoraggiare o tollerare il consumo eccessivo di un elemento; 
  4. affermare, suggerire o sottintendere che una dieta equilibrata e varia non possa in generale fornire quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive. Nel caso di sostanze nutritive che una dieta varia ed equilibrata non può fornire in quantità sufficienti, possono essere adottate, secondo la procedura di cui all’articolo 24, paragrafo 2, deroghe e le relative condizioni di applicazione, in considerazione della situazione particolare esistente negli Stati membri; 
  5. fare riferimento a cambiamenti delle funzioni corporee che potrebbero suscitare o sfruttare timori nel consumatore, sia mediante il testo scritto sia mediante rappresentazioni figurative, grafiche o simboliche. 

Tutti i produttori della filiera alimentare, in fase di etichettatura, sono tenuti a osservare le norme imposte dal Regolamento, con il fine di informare e non ingannare il consumatore finale. 

I consigli dell’esperta in Scienze dell’alimentazione

Spesso ci sarà capitato di trovare in etichetta un’indicazione nutrizionale, ovvero una dicitura che afferma o suggerisce che un alimento possiede particolari proprietà nutrizionali benefiche. Un esempio potrebbe essere un’indicazione del tipo “a basso contenuto di grassi” oppure “ricco di fibre”. 

Il regolamento relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute apposte sui prodotti alimentari impone che gli alimenti recanti indicazioni rispondano a determinati requisiti in ambito nutrizionale (i cosiddetti “profili nutrizionali”). La definizione di profili nutrizionali e la loro conseguente indicazione dovrebbe facilitare il passaggio a diete più sane e stimolare la riformulazione degli alimenti in un’ottica più salutare. 

Tuttavia, affinché possano riportare indicazioni benefiche per la salute, gli alimenti devono rispondere a determinati requisiti, stabiliti dalla Commissione Europea. Sono purtroppo molti i casi in cui i consumatori sono stati presi in giro da diciture ingannevoli, che millantavano effetti benefici sulla salute di alimenti che in realtà non ne possedevano. 

Ciascuno profilo nutrizionale deve fare riferimento alla quantità di energia e ai principi nutritivi che i componenti chimici di un alimento possono rendere effettivamente disponibile per il nostro metabolismo. I valori nutrizionali da tenere in considerazione in fase di valutazione dell’alimento sono: 

  • Zuccheri; 
  • Acidi grassi saturi; 
  • Proteine; 
  • Lipidi, o grassi; 
  • Glucidi, o carboidrati; 
  • Calorie; 
  • Sale. 

In aggiunta a questo, sull’etichetta possono trovarsi facoltativamente anche le seguenti indicazioni:  

  • Vitamine; 
  • Sali minerali; 
  • Fibre; 
  • Acidi grassi monoinsaturi; 
  • Acidi grassi polinsaturi; 
  • Polioli; 
  • Amido. 

Per non farci ingannare da diciture che attirerebbero facilmente la nostra attenzione (“privo di zuccheri”, “a basso contenuto di sodio”, e simili) vale la pena spendere qualche minuto per leggere con attenzione l’etichetta e verificare se nella tabella nutrizionale i valori indicati sono davvero quelli che fanno al caso del nostro fabbisogno giornaliero, in particolare se stiamo seguendo una dieta specifica o se soffriamo di patologie che necessitano di un’alimentazione specifica. 

Ritengo importante leggere l’elenco degli ingredienti che compongono il prodotto, in quanto per legge deve essere indicato in ordine decrescente, ovvero il primo ingrediente sarà quello presente in percentuale maggiore; inoltre, dal momento che nell’elenco sono inclusi aromi, coloranti e additivi, leggere le etichette diventa fondamentale per evitare di assumere ingredienti per cui si hanno intolleranze o franche allergie, seppur per quest’ultime è d’obbligo la dicitura in grassetto. 

 

La dottoressa Nicoletta Cataldi è una specialista in Scienza dell’Alimentazione. Specializzazione con Lode in Scienza dell’Alimentazione presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove ha anche conseguito un dottorato di ricerca in Nutrizione Clinica e Preventiva. Dal 2002 è iscritta all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) della Provincia di Roma. 

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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