Il coronavirus non si trasmette con gli alimenti

E’ possibile contrarre il coronavirus tramite gli alimenti? Molti temono questa eventualità ma, ad oggi, non ci sono studi che documentino casi di malattia dovuti al consumo degli alimenti.

La trasmissione del virus avviene prevalentemente tramite contatto tra persone attraverso l’inalazione di micro-goccioline (droplets) generate dalla tosse o starnuti di un soggetto infetto. Tali droplets generalmente si propagano per brevi distanze, e possono direttamente raggiungere le mucose nasali od orali o le congiuntive di soggetti suscettibili nelle immediate vicinanze, oppure depositarsi su oggetti o superfici. Se gli oggetti e le superfici vengono contaminati da droplets o direttamente da secrezioni respiratorie (saliva, secrezioni nasali, espettorato), il virus si può trasmettere indirettamente, attraverso il contatto delle mani contaminate con bocca, naso e occhi.

Al ristorante

Gli addetti alla manipolazione degli alimenti sono tenuti a seguire scrupolosamente le prescrizioni di legge:

  • Indossare indumenti specifici per il lavoro (mascherine, camici, copricapo, calzari)
  • Disinfettare le mani prima e dopo ogni lavorazione
  • Disinfettare gli utensili e le superfici

Un piatto servito al ristorante, quindi, è sicuro perché la preparazione avviene con protocolli che proteggono l’alimento da contaminazioni, dalla cucina al tavolo. Un piatto cotto, inoltre, subisce un trattamento termico che garantisce ulteriore sicurezza perché le alte temperature di cottura uccidono il virus: studi scientifici dimostrano che non è possibile rilevare virus infettante dopo 30 minuti a 56°C e dopo 5 minuti a 70°C. Le temperature di cottura di molti alimenti sono superiori (frittura, bollitura), per altri, invece, generalmente la temperatura di cottura di almeno 65° C al cuore del prodotto.

Tartare e carpacci sono sicuri se l’operatore che le prepara segue scrupolosamente le procedure di sicurezza. Gli alimenti di origine animale, tuttavia, sono delicati e possono essere veicolo di diversi patogeni, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non consumarli crudi o poco cotti durante l’epidemia di COVID-19.

 

A casa

Quando portiamo a casa la nostra spesa, rispettiamo le regole generali di igiene che sono efficaci anche per la prevenzione dell’infezione.

Il coronavirus resiste sulle superfici in tempi che variano in base al materiale. Gli studi scientifici a riguardo hanno definito queste tempistiche:

SuperficiParticelle virali infettanti rilevate fino a Particelle virali non infettanti rilevate dopo
Carta stampata e carta velina30 minuti3 ore
Tessuto1 giorno2 giorni
Legno1 giorno2 giorni
Banconote2 giorni4 giorni
Vetro2 giorni4 giorni
Plastica4 giorni7 giorni
Acciaio inox4 giorni7 giorni
Mascherine chirurgiche strato interno4 giorni7 giorni
Mascherine chirurgiche strato interno7 giorniNon rilevato

 

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, non è necessario disinfettare le confezioni degli alimenti, è fondamentale però lavare bene le mani dopo averli toccati.

  • Non riponiamo le buste della spesa che sono che sono state poggiate nelle aree di imbustamento e per terra, su superfici con cui verranno in contatto alimenti

 

  • Prima di riporre la spesa e dopo averla riposta, lavare accuratamente le mani con acqua calda e sapone, per 40-60 secondi, lavando dorso e palmo delle mani, facendo attenzione a pollici, polpastrelli e unghie, strofinando anche gli spazi fra le dita

 

  • Sistemiamo gli alimenti nel frigorifero in contenitori chiusi e separiamo quelli crudi da quelli cotti

 

  • Prima e dopo la preparazione degli alimenti laviamo bene le mani e disinfettiamo accuratamente piani di lavoro e superfici, prima con acqua e sapone e dopo con alcool etilico al 75% o con una soluzione a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% lasciando agire per un minuto. Risciacquare con abbondante acqua tutte le superfici destinate a venire in contatto con gli alimenti

 

  • Prima del consumo, laviamo bene frutta e verdura e utilizziamo disinfettanti alimentari a base di cloro seguendo attentamente le istruzioni in etichetta

 

 

Fonte:

Rapporto ISS COVID-19 n. 17/2020 “Indicazioni ad interim sull’igiene degli alimenti durante l’epidemia da virus SARS-CoV-2”

 

 

 

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.