pizza sicura al ristorante

I segreti di una pizza sicura – Al ristorante

Quante persone sanno riconoscere una pizza sicura?

Il 77% degli italiani che mangiano fuori casa sceglie questo piatto – lo rivela una indagine sulle abitudini alimentari – ma sanno davvero cosa mangiano in pizzeria?

Quali sono i rischi che si corrono davanti a una Margherita o una Napoletana?

 

I pericoli alimentari da conoscere mentre aspettate la pizza

  1. Il forno a legna

Il piano cottura deve essere sempre pulito ed il forno deve essere libero dalla fuliggine. Il legno migliore per la cottura della pizza è il faggio perché rilascia meno fumo.

 

  1. Le temperatura di cottura

Cuocere la pizza a temperatura troppo elevata può causare la bruciatura di alcune parti e conseguentemente il rilascio di IPA di cui vi ho parlato nell’ultimo post. La regola pratica “Leggera doratura, non bruciatura” previene anche la formazione di sostanze nocive come l’acrilammide che si sviluppa naturalmente in alimenti amidacei se sottoposti a cotture superiori a 120° come per la cottura nel forno.

 

  1. Gli ingredienti a fine cottura

Se non sono preparati al momento, gli ingredienti aggiunti crudi alla pizza a fine cottura possono essere fonte di batteri perché non sottoposti a cottura. Date un’occhiata al pizzaiolo che prepara il magico impasto, è una cosa molto interessante e nel frattempo potete osservare dove vengono conservati olive, carciofini, funghi e quanto altro vi piace sulla vostra pizza.

 

Rischi alimentari da conoscere quando la pizza è nel piatto

  • Il pomodoro non è fresco se al palato dà un pizzicorio caratteristico della rancidità

  • La pizza è fatta con la mozzarella, e non con il formaggio, se è più “bagnata:” la mozzarella rilascia infatti più acqua

  • L’impasto non è sano se è troppo cotto: controllate sempre il fondo della pizza che non sia bruciato

  • Se prendete una pizza da asporto controllate il cartone: anche se non è obbligatorio spesso è riportato sul fondo un simbolo (bicchiere e forchetta) che dimostra che il cartone è idoneo al contatto con gli alimenti e non rilascia sostanze nocive nella pizza

 

A proposito di contenitori da asporto, che essendo sporchi non si possono riciclare, vi segnalo che una pizzeria di Cardiff in Galles offre ai suoi clienti un contenitore per pizza riutilizzabile in alluminio, che si può portare da casa ogni volta che si acquista una pizza take away, evitando il classico cartone usa e getta.

Visto che la ditta che lo produce è italiana, chissà che questa bella idea non prenda piedi anche da noi.

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.