data di scadenza significato

Data di scadenza o di preferibile consumo?

Scommetto che quando comprate un alimento confezionato, la prima cosa che guardate è la scadenza!

E fate bene; la data di scadenza è un’informazione molto importante che ci aiuta a capire entro quando consumare un alimento.

Vi siete mai chiesti però che differenza c’è tra “da consumarsi entro..” e “da consumarsi preferibilmente entro il…”?

Sono due diciture solo apparentemente simili, ma in realtà sono separate da un abisso.

“Da consumarsi entro…” si trova su alimenti freschi, in genere tendenti a deteriorarsi molto velocemente (carne, pesce, formaggi molli) e la data che troviamo impressa ci dice che l’alimento, una volta superata, può diventare pericoloso per il consumo.

In questo caso si parla di data di scadenza vera e propria.

Tra l’altro la vendita di alimenti con data di scadenza superata è vietata dalla legge ed è pesantemente sanzionata.

Di contro, “da consumarsi preferibilmente entro il…” si trova su alimenti molto più stabili (scatolame, biscotti) e la data in questo caso indica solamente che l’alimento, una volta superata, potrebbe non mantenere le caratteristiche di fragranza originarie (un biscotto potrebbe perdere la croccantezza iniziale); questo però non vuol dire che l’alimento non sia sicuro per il consumo. Si parla in questo caso di data di preferibile consumo.

Le normative non vietano espressamente di vendere alimenti con la data di preferibile consumo superata; anzi, una recente circolare del Ministero delle Politiche Agricole, datata 8 Maggio 2018, ha chiarito che non è prevista sanzione in questi casi specifici.

Allora come regolarsi?

Spetta al consumatore valutare caso per caso, utilizzando tutti e 5 i sensi, oltre naturalmente ad utilizzare un ulteriore senso spesso sottovalutato, cioè il “buon senso”!

Tra l’altro, il fatto che questa indicazione di preferibile consumo sia poco indicativa, si riflette anche nelle ultime iniziative a cui stiamo assistendo in campo internazionale. Recentemente nel Regno Unito, la catena di supermercati Tesco, ha deciso di rimuovere tale dicitura da più di 70 prodotti ritenendo che il consumatore sia ampiamente in grado di valutare da solo.

Da qui a vedere tale applicazione anche in Europa, naturalmente ce ne corre, anche perché si tratterebbe di riscrivere una norma che è comunque consolidata da tempo.

Comunque, mai dire mai, preferibilmente!

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.