Con la nuova direttiva acque l’acqua del rubinetto sarà ancora più buona

L’acqua del rubinetto sarà ancora più buona grazie ad una nuova normativa che aumenta i controlli di qualità: la nuova direttiva è stata emanata in seguito alla petizione Right2EWater, lanciata dai cittadini europei con la raccolta di 1.600.000 firme, che chiedeva alla Commissione europea di garantire il diritto ad un’acqua pulita e di qualità a tutti i cittadini. L’iniziativa Right2EWater è stata la prima a soddisfare i requisiti molto rigidi per i quali le istituzioni devono ricevere le istanze della petizione e legiferare in merito. Per l’approvazione della Commissione europea, infatti, bisogna costituire un comitato di almeno sette cittadini residenti in almeno sette diversi paesi europei e raccogliere, in un anno, almeno un milione di firme da almeno un quarto degli Stati membri. La maggior parte delle proposte non raggiungono l’obiettivo o vengono ritirate dagli organizzatori. 

Il comitato di  Right2EWater sta continuando la sua campagna di sensibilizzazione sul tema dell’acqua pubblicando notizie e comunicati: https://www.right2water.eu/ e spera che, a livello europeo, sia fatto ancora di più per tutelare il diritto universale all’accesso all’acqua potabile. 

Chi controlla l’acqua del rubinetto

L’acqua del rubinetto è già conforme a tutte le normative in materia,   è sottoposta a numerosi controlli che verificano l’assenza di microrganismi, parassiti ed altre sostanze pericolose per il consumatore. Sono svolte analisi di laboratorio che garantiscono la conformità dell’acqua ai requisiti di legge: il decreto legislativo n. 31/2001 impone parametri di sicurezza che ci tutelano da batteri (per esempio l’escherichia coli) e contaminanti chimici (per esempio il piombo). I controlli sono realizzati dai gestori delle reti idriche e dalle autorità competenti. 

Cosa cambia con la nuova normativa

La direttiva amplia l’elenco delle sostanze chimiche da monitorare. Le evidenze scientifiche degli ultimi anni hanno creato preoccupazioni in merito alla presenza di tracce di alcuni composti nell’acqua che potrebbero avere effetti negativi sulla nostra salute. I nuovi contaminanti che dovranno essere obbligatoriamente controllati sono: 

  • Bisfenolo A: è contenuto nei serbatoi di stoccaggio dell’acqua potabile
  • Clorato e clorito ed acidi aloacetici: si trovano nei prodotti di disinfezione delle acque
  • Microcistina -LR: è la somma delle microcistine che sono prodotte da  alghe che si trovano nelle acque superficiali 
  • PFAS: sono utilizzati dall’industria per  rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti  ()
  • Uranio: essendo presente nel suolo può trovarsi anche nell’acqua 

Entro il 2022, la Commissione europea redigerà un elenco di sostanze che destano preoccupazione per la salute pubblica, tra cui prodotti farmaceutici e microplastiche. Gli Stati membri dovranno adeguare le loro normative nazionali alle disposizioni della direttiva. 

Gli effetti sull’ambiente

Con la nuova direttiva, la Commissione europea intende promuovere il consumo di acqua del rubinetto in sostituzione di quella in bottiglia, anche per ridurre l’effetto della dispersione di plastica nell’ambiente. Nei prossimi anni avremo più acqua del rubinetto a disposizione negli spazi pubblici e berremo acqua del rubinetto anche al ristorante.

Fonte: Direttiva UE 2020/2184

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.

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