daniela latte

Come acquistare il latte: 2° puntata

Abbiamo visto nella prima puntata le categorie del latte, ma come si leggono le etichette?

Le informazioni sono tante: dalle modalità di conservazione, alle vitamine aggiunte,  all’origine.

Vediamo insieme come leggerle in questo mio nuovo video:

Le etichette del latte

In etichetta troviamo informazioni relative a:

  • Data di scadenza: per il latte fresco è stabilita per legge in 6 giorni. Per gli altri tipi di latte è invece stabilita dal produttore (come per la maggior parte degli alimenti)
  • Bollo CE: ovale in cui è riportata la sigla dello stabilimento di produzione, tipico di tutti i prodotti di origine animale
  • Modalità di conservazione: +4°C per il latte fresco (stabilita dalla legge)
  • Origine del latte

Il latte addizionato in vitamine

In alcuni tipi di latte possiamo trovare in etichetta informazioni sul contenuto di vitamine ed omega 3.

L’aggiunta di queste sostanze è disciplinata da un regolamento europeo che stabilisce cosa può essere aggiunto al latte e, in particolare, in che quantità tali sostanze devono essere presenti nel latte perché si producano effetti benefici e si possa utilizzare il relativo claim in etichetta.

L’origine del latte

La normativa italiana stabilisce che devono essere indicati, sulle etichette del latte, il paese di mungitura e quello di trasformazione e che, quando questi coincidono, si può indicare l’origine del latte.

A partire dal 1° aprile 2020, però, subentrerà la normativa europea in materia di origine, che nella gerarchia delle fonti del diritto prevale su quella nazionale:

il decreto italiano sull’origine del latte, quindi, perderà efficacia e, con le nuove regole introdotte dal regolamento europeo, le informazioni sull’origine in etichetta saranno diverse.

La normativa europea stabilisce che nel caso in cui ci siano in etichetta indicazioni sull’origine, per esempio italiana, del latte (la bandiera italiana o il richiamo alla campagne romane o agli allevamenti dell’Alto Adige) deve essere indicata l’origine dell’ingrediente primario.

Il latte di soia

La Corte di giustizia europea ha stabilito, con una sentenza del 2016, che la parola “latte” si riferisce ai prodotti di origine animale e che non può essere utilizzata per prodotti a base vegetale come il latte di soia.

Le sentenze non hanno carattere retroattivo, quindi potresti ancora trovare confezioni con scritto “latte di soia”, anche se molte aziende utilizzano correttamente il nome “bevanda vegetale al gusto di soia”.

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.

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