Clean label: cosa c’è negli alimenti con le etichette pulite

La clean label è l’etichetta del futuro, gli scaffali dei supermercati sono ricchi di prodotti “senza”: senza grassi, senza coloranti, senza zuccheri aggiunti. Perché?

La tecnologia alimentare è molto vasta: gli alimenti possono essere arricchiti o modificati dal punto di vista nutrizionale e tutto deve essere rigorosamente dichiarato in etichetta. Troviamo quindi molti ingredienti in etichetta e, anche se spesso si tratta di sostanze di origine naturale, come nel caso degli additivi, non sono sempre facilmente comprensibili (basti pensare alle sigle che troviamo sulle etichette dei gelati e che in realtà indicano sostanze presenti anche nel gelato che mangiavamo tanto tempo fa).

Sempre più consumatori leggono le etichette degli alimenti prima di acquistarli, e molti preferiscono prodotti con pochi ingredienti facilmente comprensibili: le clean label.

Le clean label possono riferirsi all’assenza o alla riduzione di un determinato ingrediente percepito come nocivo (senza zuccheri). Qualsiasi caratteristica attribuita ad un alimento da un produttore deve essere veritiera e dimostrabile da un’analisi del prodotto.

Tra i claims più ricercati ci sono gli alimenti:

  • senza zuccheri: un alimento può essere definito “senza zuccheri” solo se contiene non più di 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml
  • senza zuccheri aggiunti: è possibile utilizzare questo claim solo se il prodotto non contiene mono- o disaccaridi aggiunti o ogni altro prodotto alimentare utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l’alimento contiene naturalmente zuccheri, deve essere riportata in etichetta la dicitura: “contiene naturalmente zuccheri”
  • senza antibiotici: deve essere indicato il periodo nel quale non sono stati somministrati antibiotici all’animale. Per questa ragione ci può capitare di leggere in etichetta “allevati senza l’uso di antibiotici negli ultimi quattro mesi”. Questo particolare claim è sempre più diffuso per via della crescente sensibilità al tema dell’antibiotico resistenza. Esistono specifiche certificazioni “antibiotic free” per i produttori che vogliono offrire questo tipo di garanzia al consumatore.

Ci sono molti altri claims che riguardano l’assenza o il basso contenuto di determinate sostanze negli alimenti:

  • senza grassi: il claim è per gli alimenti che contengono non più di 0,5 g di grassi per 100 g o 100 ml
  • a basso contenuto di grassi: il prodotto contiene non più di 3 g di grassi per 100 g per i solidi o 1,5 g di grassi per 100 ml per i liquidi (1,8 g di grassi per 100 ml nel caso del latte parzialmente scremato)
  • senza grassi saturi: la dicitura riguarda alimenti in cui la somma degli acidi grassi saturi e acidi grassi trans non superi 0,1 g di grassi saturi per 100 g o 100 ml
  • A basso contenuto di grassi saturi: può essere utilizzato se la somma degli acidi grassi saturi e degli acidi grassi trans contenuti nel prodotto non supera 1,5 g/100 g per i solidi o 0,75 g/100 ml per i liquidi; in entrambi i casi la somma degli acidi grassi saturi e acidi grassi trans non può corrispondere a più del 10% dell’apporto energetico

Questi claims sono normati da uno specifico regolamento europeo che definisce quali devono essere le caratteristiche degli alimenti perché possano recare determinate indicazioni in etichetta.

Oltre alle indicazioni di tipo nutrizionale, ci sono altri tipi di clean label:

  • senza olio di palma
  • senza glifosate
  • senza conservanti
  • senza coloranti

I produttori che vogliono dichiarare l’assenza di determinate sostanze negli alimenti devono comunque fare riferimento al regolamento europeo n. 1169/2011 sulle informazioni ai consumatori, ai sensi del quale le indicazioni in etichetta non devono essere fuorvianti o indurre in errore e devono essere dimostrabili.

Fonte: Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy 2019

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.