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Sicurezza Alimentare

Chi controlla il cibo in Italia: scopri il ruolo essenziale dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare

L’attenzione alla qualità e sicurezza del cibo è oggigiorno sempre più diffusa fra i consumatori. Non a caso, nell’ultimo decennio, i provvedimenti normativi emanati dalle istituzioni europee e nazionali sono andati sempre più in direzione di una tutela a trecentosessanta gradi dei prodotti alimentari, anche assecondando le necessità dei cittadini di avere in tavola pasti sicuri e di alta qualità. 

Ad alcuni di noi sarà capitato di chiedersi, con un pizzico di immotivato scetticismo, se davvero qualcuno monitora l’effettiva applicazione degli obblighi previsti dalla normativa. La risposta è ovviamente affermativa, ma affinché queste figure non rimangano delle anonime entità, oggi approfondiamo il ruolo che svolgono in Italia i Carabinieri per la tutela agroalimentare.

Chi sono i Carabinieri per la tutela agroalimentare 

L’assetto legislativo riguardante la Sicurezza alimentare è normato a livello comunitario dal Regolamento UE 178/2002, che rappresenta la base per tutti gli Stati membri per garantire un elevato livello di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori, mirando alla circolazione di alimenti sicuri e sani. 

L’Italia, oltre a recepire la normativa europea, può vantare un mosaico normativo piuttosto composito in materia, articolato in molteplici interventi succedutisi negli anni, che hanno portato, con il DM del 15 agosto 2017, all’assegnazione all’Arma dei Carabinieri dei compiti in materia di sicurezza alimentare e di tutela del consumatore. 

Si tratta di un unicum: infatti, l’Italia è l’unico Paese al mondo a disporre di un reparto dell’Arma specificatamente dedicato alla protezione dell’agroalimentare e di tutte le attività a esso connesse. Questo reparto fu fondato nel 1982 per mezzo del DM 20825 del Ministero dell’Agricoltura, per poi assumere la denominazione corrente con il D. Lgs. 12 dicembre 2017 n. 228. 

Il Comando opera su tutto il territorio nazionale attraverso un Reparto Operativo, con sede a Roma, e 5 Reparti Carabinieri Tutela Agroalimentare (RAC), con sedi a Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina. 

Di cosa si occupano i Carabinieri per la tutela agroalimentare 

Il D. Lgs. 19 agosto 2016 n. 177 attribuisce all’Arma dei Carabinieri la sicurezza in materia di sanità, igiene e sofisticazioni alimentari e la sicurezza in materia forestale, ambientale e agroalimentare. 

In particolare, i Carabinieri per la tutela agroalimentare sono titolari di: 

  • prevenzione e repressione delle frodi in danno della qualità delle produzioni agroalimentari; 
  • controlli derivanti dalla normativa comunitaria agroforestale e ambientale e concorso nelle attività volte al rispetto della normativa in materia di sicurezza alimentare del consumatore e di biosicurezza in genere. 

Più specificatamente, il Comando dei Carabinieri per la tutela agroalimentare è preposto a: 

  • svolgere controlli straordinari: 
  • – sull’erogazione e percezione di aiuti comunitari nel settore agroalimentare e della pesca e acquacoltura; 
  • – sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, compresi gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo e indigenti; 
  • esercita controlli specifici sulla regolare applicazione di regolamenti comunitari; 
  • concorre, coordinandosi con l’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari, nell’attività di prevenzione e repressione delle frodi nel settore agroalimentare; 
  • Monitora i finanziamenti UE a sostegno del reddito agricolo erogati nell’ambito della PAC (Politica Agricola Comunitaria). Per approfondire cos’è la Politica Agricola Comune e perché è importante realizzarla, ti consiglio la lettura del mio articolo sull’argomento cliccando qui. 

In materia di sicurezza alimentare, il Comando effettua continue ispezioni e controlli presso le aziende dell’intera filiera agroalimentare, in diversi momenti della produzione, trasformazione e distribuzione, così da accertare il corretto svolgimento delle operazioni come previsto dalle normative europee e nazionali. Vale a dire che i Carabinieri per la tutela agroalimentare controllano la tracciabilità degli alimenti dal campo allo scaffale, con particolare attenzione per i prodotti sottoposti a denominazione, quali DOP, IGP, PAT, considerati vere eccellenze del Made in Italy e per questo più esposti al rischio frode. 

Come si svolgono le ispezioni 

La tutela della qualità e della sicurezza dei prodotti agroalimentari italiani passa per un continuo processo di ispezioni presso le aziende produttrici. Tali ispezioni hanno lo scopo di cogliere l’eventuale non conformità del prodotto alle specifiche normative in vigore, prima che esso arrivi sullo scaffale e venga acquistato dal consumatore.

Concretamente, le ispezioni del Comando dei Carabinieri per la tutela agroalimentare consistono: 

  • nella verifica della corretta etichettatura degli alimenti in genere, accertando che le informazioni fornite non inducano in errore il consumatore per quanto riguarda le caratteristiche, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione (Regolamento UE 1169/2011); 
  • nella verifica del rispetto, da parte degli OSA (Operatori del Settore Alimentare), dei disciplinari di produzione per le indicazioni geografiche protette (Regolamento UE 1151/2012); 

Tali ispezioni possono essere eseguite su iniziativa del Comando o a seguito di una segnalazione e si svolgono lungo tutto l’arco operativo della filiera e in qualsiasi settore agroalimentare (lattiero-caseario, oleario, ortofrutta, allevamenti zootecnici e carne, prodotti a denominazione d’origine, vitivinicolo, ittico, apistico, conserviero, biologico, cerealicolo, avicolo e così via). 

Il mio consiglio 

Anche se a volte può venirci spontaneo provare un po’ di sfiducia nelle Istituzioni, in verità dobbiamo essere ben consapevoli che nel nostro Paese il settore agroalimentare gode di un assetto normativo unico al mondo e gli strumenti posti a vigilanza di esso sono innumerevoli ed efficienti. 

Ne è dimostrazione il Comando dei Carabinieri per la tutela dell’agroalimentare, che svolge ogni giorno ispezioni per vigilare sull’intera filiera, così da garantire ai consumatori un prodotto a norma e diminuire il rischio frodi. 

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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