Bioterrorismo e food defense: come ci difendiamo dagli attacchi agli alimenti?

Nel 2002, in Cina, il titolare di un fast food avvelenò i prodotti di un suo concorrente causando la morte di 40 persone. In Italia, nel 2003 si verificò l’attentato alla salute pubblica ricordato come “acquabomber”: l’attentatore aveva contaminato l’acqua in bottiglia con l’ammonio quaternario, una sostanza velenosa, incolore e insapore, normalmente presente nei detersivi per i piatti. Precedentemente, nel 1998, i giornalisti dell’ANSA ricevettero panettoni avvelenati con veleno per topi.

La storia del bioterrorismo con le derrate alimentari è ricca di episodi di questo tipo, i sabotaggi alimentari non sono infrequenti e rappresentano un grande pericolo per la salute pubblica.

Bioterrorismo ed alimenti

I sabotaggi sono i più diversi, possono essere realizzati con l’impiego di agenti biologici (batteri come il Clostridium botulinum e la Salmonella spp) e sostanze chimiche come metalli pesanti (mercurio), pesticidi e diossine.

Per questi pericoli concreti, sono previsti protocollo di sicurezza per tutta la filiera alimentare: il cd piano di food defense.

Come nasce la food defense

Food defense è il termine utilizzato dalla Food and Drug Administration, autorità per la sicurezza alimentare americana, per indicare le attività di protezione degli alimenti da contaminazioni e manomissioni volontarie.

Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre, gli Stati Uniti hanno posto in essere misure di sicurezza contro eventuali attacchi nel settore alimentare: nel 2002 è stato approvato il Bioterrorism Act. In Europa, invece, nel 2007 è stato pubblicato il “Libro verde per la preparazione contro gli attacchi biologici”.

La food defense è inserita negli standard internazionali IFS International Food Standard e BRC Food Global Standard, protocolli volontari stabiliti a livello internazionale per garantire la sicurezza degli alimenti che costituiscono per i consumatori una tutela in più rispetto a quella, prevista per legge, del sistema HACCP.

I produttori di alimenti adottano questi standard per vendere i prodotti nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO) o esportarli all’estero perché spesso è un requisito indispensabile richiesto per le scelte dei fornitori. Gli standard BRC e IFS sono riconosciuti dal Global Food Initiative (GFSI), fondazione no-profit gestita dal Consumer Food Forum, che riunisce i principali produttori dell’industria alimentare.

Cos’è un piano di food defense

È un protocollo di sicurezza, un documento contenente azioni preventive e correttive, i cui obiettivi principali sono:

  • Proteggere le persone che lavorano negli stabilimenti di produzione alimentare da eventuali azioni pericolose e dall’ingresso di terzi che possano metterne in pericolo la sicurezza
  • Garantire la sicurezza degli alimenti prodotti evitando manomissioni intenzionali in fase di produzione, trasformazione, trasporto e distribuzione

Il piano riguarda ogni fase ed ogni ambiente di lavoro dedicato alla gestione degli alimenti, le procedure generalmente adottate sono:

  • divieto di accesso ai non autorizzati ai locali contenenti materie prime, attrezzature e macchinari
  • chiusura automatica delle porte dopo la movimentazione delle merci
  • identificazione dei lavoratori in accesso con badge ed impronte digitali, tornelli con digitazione codice
  • sigilli ai camion in partenza
  • controllo delle manomissioni degli imballaggi delle merci in ingresso

I produttori, i trasformatori, traportatori e distributori seguono scrupolosamente per garantire la sicurezza di tutti.

 

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.