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Sicurezza Alimentare

Baby food e sicurezza alimentare

Gli alimenti per bambini sono tantissimi, sono prodotti in grande varietà e con composizioni diverse: possono essere arricchiti con micronutrienti (ferro, vitamina D), acidi grassi polinsaturi (per esempio acido alfa-linolenico ALA) e altre sostanze (per esempio la taurina); possono contenere diversi zuccheri (lattosio, saccarosio, maltosio, glucosio), talvolta miele e, in alcuni casi, aromi (vaniglia). 

Gli alimenti per bambini forniscono i nutrienti essenziali per lo sviluppo del sistema immunitario. I bambini sono soggetti vulnerabili, e nel processo di sviluppo del sistema immunitario è molto importante che non assumano sostanze potenzialmente nocive.

Per questa ragione gli alimenti per bambini sono soggetti a controlli più stringenti di quelli per adulti e devono rispettare limiti più severi.

Per la legge, il baby food comprende:

  • formule per lattanti
  • formule di proseguimento
  • alimenti a base di cereali destinati ai lattanti o ai bambini nella prima infanzia
  • altro tipo di baby food
  • latte di crescita

 Cosa prevede la legge

La legge stabilisce in maniera precisa il contenuto nutrizionale di questi alimenti, i micro e macro nutrienti ammessi (proteine, grassi, carboidrati, minerali, vitamine e altri ingredienti) e la loro possibile fonte, il contenuto e la concentrazione relativa, con limiti massimi e minimi, se necessario.

Ad esempio, le proteine ​​devono avere una composizione amminoacidica specifica per imitare il latte materno e garantire un’adeguata assunzione di proteine; inoltre, anche gli acidi grassi devono essere molto specifici. Il Regolamento (UE) n. 127/2016 introdurrà l’aggiunta obbligatoria di DHA (acido docosaesaenoico), un nutriente presente soprattutto nel pesce e nell’olio di pesce e che migliora lo sviluppo del cervello dei bambini.

  •         I requisiti e i limiti per contaminanti e residui negli alimenti per l’infanzia sono molto rigorosi, con livelli molto più bassi di qualsiasi altro prodotto non destinato all’alimentazione infantile: pesticidi, farmaci veterinari, micotossine, metalli pesanti, ecc. devono soddisfare severi requisiti per garantire sicurezza e qualità.
  •         I pesticidi non sono ammessi negli alimenti per l’infanzia. Secondo il principio di precauzione istituito dal Regolamento (CE) n. 178/2002, le formule per lattanti, gli alimenti a base di cereali destinati ai lattanti o ai bambini nella prima infanzia e gli alimenti per l’infanzia non devono contenere livelli rilevabili di residui di antiparassitari, cioè inferiori a 0,01 mg/kg, che è il livello minimo rilevabile analiticamente. Inoltre, per alcuni residui di pesticidi molto tossici, sono state stabilite tolleranze ancor più basse, mentre l’uso di altri è stato vietato nei prodotti agricoli destinati alla produzione di alimenti per l’infanzia. Inoltre, l’EFSA sta anche valutando l’introduzione di nuovi LMR più bassi per alcuni pesticidi negli alimenti destinati ai bambini di età inferiore a 16 settimane poiché il modello attuale potrebbe non offrire protezione sufficiente per questa categoria.
  •         Anche gli additivi sono regolamentati in natura e per quantità, così come gli OGM sono soggetti a norme specifiche per Paese: ad esempio in Italia, gli OGM non sono ammessi, mentre in Francia non esiste ancora un regolamento vincolante, ma i produttori sono impegnati nel vietare gli OGM nel baby food.
  •         Per altri possibili contaminanti come quelli derivanti dalla trasformazione alimentare (acrilammide, esteri MCPD, glicidil esteri, furani e metilfurani), per i materiali a contatto con gli alimenti (bisfenolo, MOSH e MOAH, NIAS) e per i rischi microbiologici (Cronobacter, patogeni, indicatori di qualità), si applicano regolamenti specifici.
  •         In generale, la situazione normativa del baby food è in rapida evoluzione, con nuovi livelli di contaminanti attesi nel prossimo futuro quali tossine T-2 e HT-2 (Reg. n. 165/2013), acrilammide, 3-MCPD-esteri, glicidil esteri, alcaloidi

Le etichette

I claim in etichetta e le dichiarazioni obbligatorie devono essere supportati da test specifici e sensibili eseguiti da laboratori accreditati che possono quantificare con precisione concentrazioni molto basse di contaminanti.

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About Author

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.Il mio piatto forte? Il tiramisù con le uova delle mie galline.

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