Autore: Daniela Maurizi

Il coronavirus non si trasmette con gli alimenti

E’ possibile contrarre il coronavirus tramite gli alimenti? Molti temono questa eventualità ma, ad oggi, non ci sono studi che documentino casi di malattia dovuti al consumo degli alimenti.

La trasmissione del virus avviene prevalentemente tramite contatto tra persone attraverso l’inalazione di micro-goccioline (droplets) generate dalla tosse o starnuti di un soggetto infetto. Tali droplets generalmente si propagano per brevi distanze, e possono direttamente raggiungere le mucose nasali od orali o le congiuntive di soggetti suscettibili nelle immediate vicinanze, oppure depositarsi su oggetti o superfici. Se gli oggetti e le superfici vengono contaminati da droplets o direttamente da secrezioni respiratorie (saliva, secrezioni nasali, espettorato), il virus si può trasmettere indirettamente, attraverso il contatto delle mani contaminate con bocca, naso e occhi.

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.

Aperitivi e sicurezza alimentare: quanto è “buono” il cibo servito nei buffet?

Pizzette e tramezzini sono immancabili per gli aperitivi. Ci capita spesso di riempirci il piatto di sfizi salati e restare anche un paio d’ore al tavolo. Cosa succede agli alimenti che restano esposti all’aria per tanto tempo?  Uno studio di laboratorio ad hoc ha analizzato le condizioni di questi alimenti nel tempo simulando un tipico aperitivo e confrontando la qualità degli alimenti appena fatti, dopo tre ore e dopo sei ore

Scopri il nostro studio condotto per Il Salvagente: scarica il pdf

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Baby food e sicurezza alimentare

La normativa sul baby food è stringente e stabilisce requisiti di produzione molto precisi.

In questo mio articolo per Celiachia Oggi vediamo come vengono prodotti gli alimenti per i nostri bambini, e come sono normati e controllati gli ingredienti e l’eventuale presenza di sostanze nocive in:

  • Formule per lattanti
  • Formule di proseguimento
  • Latti di crescita

 

Scopri tutto quello che c’è da sapere: scarica il pdf

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Coronavirus e mense, come mangeranno i nostri bambini? In diretta con Daniele Scotti

Daniele Scotti è il Responsabile Sistemi Certificati di Cirfood, grande azienda specializzata in ristorazione collettiva e commerciale.

Il lavoro della ristorazione collettiva e delle mense è stato rivoluzionato dalle procedure di sicurezza necessarie per contrastare il coronavirus. Nei prossimi mesi sarà tutto diverso, dalle mense degli ospedali a quelle delle scuole: ci sarà più attenzione e meno contatto umano ma si può lavorare per far sì che il distanziamento non sia un limite ma un’opportunità.

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Bioterrorismo e food defense: come ci difendiamo dagli attacchi agli alimenti?

Nel 2002, in Cina, il titolare di un fast food avvelenò i prodotti di un suo concorrente causando la morte di 40 persone. In Italia, nel 2003 si verificò l’attentato alla salute pubblica ricordato come “acquabomber”: l’attentatore aveva contaminato l’acqua in bottiglia con l’ammonio quaternario, una sostanza velenosa, incolore e insapore, normalmente presente nei detersivi per i piatti. Precedentemente, nel 1998, i giornalisti dell’ANSA ricevettero panettoni avvelenati con veleno per topi.

La storia del bioterrorismo con le derrate alimentari è ricca di episodi di questo tipo, i sabotaggi alimentari non sono infrequenti e rappresentano un grande pericolo per la salute pubblica.

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Cosa sono le frodi alimentari e quali sono le più frequenti

Non è tutto oro quello che luccica, e anche gli alimenti possono nascondere insidie. Possiamo acquistare un prodotto commercializzato con determinate caratteristiche che però, in realtà, non le possiede: si tratta delle frodi alimentari, un problema serio in termini di sicurezza alimentare e trasparenza commerciale.

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Quanto è “pulita” l’acqua della nostra borraccia?

Le borracce sono il trend del momento e tutti ne abbiamo una. C’è chi la lava ogni sera dopo l’utilizzo, chi la rabbocca solo con acqua fresca e chi, invece, la dimentica per qualche giorno. Quali sono le condizioni dell’acqua che resta in borraccia e come dobbiamo comportarci?

Con uno studio di laboratorio realizzato per la rivista Il Salvagente abbiamo analizzato come cambia la qualità dell’acqua in borraccia in base al nostro comportamento.

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Allerte alimentari: cosa è successo nel 2019

Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato la relazione annuale RASFF con i dati del 2019. Il RASFF è il sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi che permette di segnalare tutti gli alimenti che presentano rischi per la salute dei consumatori.

Nel corso degli ultimi anni, le notifiche RASFF sono aumentate molto: nel 2019 si è registrato un picco di segnalazioni (4000), il valore più alto dal 2000. Il dato dimostra che il sistema funziona e che c’è sempre maggiore attenzione alla sicurezza alimentare.  Gli alimenti segnalati vengono eliminati dal mercato, quindi per la nostra sicurezza è molto importante che le segnalazioni siano molte.

Delle 4000 notifiche, 356 riguardano gli alimenti, 322 i mangimi e 172 i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (MOCA). I canali di attivazione sono diversi:

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Alimenti “Made in”: occhio all’etichetta

Tricolori e “Made in Italy” campeggiano sulle confezioni degli alimenti, al supermercato possiamo trovarli su moltissimi prodotti. Ad una prima occhiata può sembrare che questi alimenti siano prodotti in Italia con materie prime italiane, ma un controllo veloce delle etichette ci svela che non sempre è così: gli ingredienti possono essere di origine estera e l’ultima lavorazione trasformazione sostanziale (la lavorazione degli ingredienti fino al prodotto finito) realizzata in Italia.

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Aromi naturali e artificiali: come leggere le etichette

Quasi non esistono etichette di prodotti confezionati o a lunga scadenza che non contengano “aromi” o “aromi naturali”: merendine, dolci, bevande zuccherate, sughi e salse, caramelle, yogurt. Questi termini generici si riferiscono a sostanze diverse, quali?

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