Aromi naturali e artificiali: come leggere le etichette

Quasi non esistono etichette di prodotti confezionati o a lunga scadenza che non contengano “aromi” o “aromi naturali”: merendine, dolci, bevande zuccherate, sughi e salse, caramelle, yogurt. Questi termini generici si riferiscono a sostanze diverse, quali?

Cosa sono  gli aromi

Sono sostanze, sia naturali che di sintesi, utilizzate negli alimenti per ripristinare gli odori e i sapori che vengono persi durante i processi di conservazione e lavorazione delle materie prime alimentari.

Per esempio, negli alimenti con una shelf-life a lungo termine come i prodotti da forno, gli aromi sono aggiunti all’impasto per far sì che, in seguito al riscaldamento, si prigioni un buon profumo: questo garantisce l’appetibilità di un alimento che resta sugli scaffali dei per diversi mesi; nel gelato vengono aggiunti aromi per esaltare alcune note di sapore che vengono attenuate dal processo produttivo e dalle basse temperature. Generalmente sono impiegati in piccole quantità, per questo motivo li troviamo alla fine dell’elenco ingredienti.

Gli aromi si trovano quindi in prodotti confezionati sia a breve che lunga scadenza, e hanno la funzione di renderli più appetibili. Spesso preferiamo un determinato prodotto ad un altro simile proprio per il suo profilo aromatico, dato dalla miscela di decine di piccole molecole che percepiamo come gradevoli e che hanno nomi complessi quali: terpeni, alcoli, aldeidi, chetoni. Le combinazioni sono molteplici e varie (l’odore della fragola è composto da più di 200 molecole) e trovare la ricetta migliore è un’arte. L’industria aromatiera individua le molecole e le mette a disposizione delle aziende alimentari.

Gli aromi possono essere utilizzati anche per conferire sapori ed odori particolari ad alcuni prodotti, come per esempio le bevande alcoliche, o modificare sapore e odore di determinati alimenti.

Cosa prevede la legge

Gli aromi possono essere utilizzati solo se sono sicuri per i consumatori. La normativa definisce quali sono le sostanze aromatizzanti che non presentano rischi per la sicurezza in base alle valutazioni dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

Gli aromi in etichetta

Gli aromi negli alimenti possono essere:

  • Naturali: sono estratti da prodotti naturali come le piante aromatiche e sono indicati come “aromi naturali” in etichetta se i componenti aromatizzanti utilizzati sono di origine naturale per il 95% (p/p) e il restante 5% è utilizzato solo per standardizzare o conferire all’aroma una nota più fresca, pungente, matura o acerba. Un esempio di aroma naturale è l’estratto di rosmarino.

 

  • Natural-identici: sono uguali a quelli naturali ma vengono realizzati in laboratorio.

 

  • Artificiali: sono realizzati in laboratorio anche impiegando molecole che non esistono in natura. Un esempio è la etilvanillina, una versione più forte della vaniglia naturale

 

Leggendo le etichette possiamo distinguere queste tipologie perché gli aromi natural-identici e quelli artificiali sono indicati in etichetta con il termine generico “aromi” e non possono essere definiti naturali. C’è differenza, quindi, tra un dolce confezionato che contiene “aroma naturale di fragola” e uno che contiene “aroma di fragola”.

Fonte

Reg. (CE) 16/12/2008, n. 1334/2008 (clicca  qui)

Daniela Maurizi chi è

Laureata in Chimica con specializzazione post-laurea alla De Montfort University di Leicester (UK),

mi occupo da sempre di Sicurezza Alimentare.

Lo faccio con la mia azienda, Gruppo Maurizi, ma anche come formatrice e relatrice in Master e Convegni nazionali.

Invitata spesso in radio e televisione come esperta, collaboro con DiMartedì, il programma di Giovanni Floris.

Nel tempo libero divoro film in lingua originale e mi nutro di musica pop.

Il mio piatto forte?
Il tiramisù con le uova delle mie galline.