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Sicurezza Alimentare

5 falsi miti sugli allergeni: sfatiamoli tutti

Il tema degli allergeni può essere molto delicato e va sempre trattato con grande attenzione e chiarezza. Viste le conseguenze anche gravi che questi ingredienti possono comportare sulla salute dei consumatori, il Regolamento UE 1169/11 ha elencato nel suo Allegato II l’elenco di tutte quelle sostanze o prodotti che possono causare allergia o intolleranza e che, pertanto, in quanto tali vanno segnalati in maniera appropriata in etichetta. 

Ma su questo argomento circolano sempre voci poco veritiere e, in generale, l’informazione tende a essere abbastanza equivoca. Sulla base della mia esperienza nel settore della sicurezza alimentare, voglio condividere con chi legge 5 falsi miti sugli allergeni, per sfatarli insieme una volta per tutte! 

1.Le allergie alimentari sono uguali alle intolleranze alimentari 

Assolutamente non vero. A differenza delle intolleranze alimentari, le allergie alimentari sono “IgE-mediate”. Ciò significa che il sistema immunitario produce un anticorpo chiamato immunoglobulina E (in breve IgE) quando rileva un allergene alimentare. Gli anticorpi IgE combattono il cibo “nemico” rilasciando istamina e altre sostanze che scatenano i sintomi di una reazione allergica.  

Le intolleranze alimentari non coinvolgono il sistema immunitario. Anche se possono causare grande disagio, non sono pericolose per la vita. Un’allergia alimentare, invece, può essere fatale.  

2.Tutti gli ingredienti che provocano allergie devono essere elencati sulle etichette degli alimenti 

Vero, ma non del tutto. Come detto in apertura, il Regolamento europeo relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori riporta l’elenco dei 14 ingredienti che possono scatenare le allergie. Essi sono: 

  1. Cereali contenenti glutine, cioè: grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati; 
  2. Crostacei e prodotti a base di crostacei; 
  3. Uova e prodotti a base di uova; 
  4. Pesce e prodotti a base di pesce; 
  5. Arachidi e prodotti a base di arachidi; 
  6. Soia e prodotti a base di soia; 
  7. Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio);  
  8. Frutta a guscio, vale a dire:  
    • mandorle (Amygdalus communis L.); 
    • nocciole (Corylus avellana); 
    • noci (Juglans regia); 
    • noci di acagiù (Anacardium occidentale); 
    • noci di pecan [Carya illinoinensis (Wangenh.) K. Koch]; 
    • noci del Brasile (Bertholletia excelsa); 
    • pistacchi (Pistacia vera); 
    • noci macadamia o noci del Queensland (Macadamia ternifolia); 
  9. Sedano e prodotti a base di sedano; 
  10. Senape e prodotti a base di senape; 
  11. Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo; 
  12. Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti; 
  13. Lupini e prodotti a base di lupini; 
  14. Molluschi e prodotti a base di molluschi. 

Se è vero che tutti questi allergeni devono necessariamente essere segnalati nell’etichetta all’interno della lista degli ingredienti, opportunamente evidenziati, è pur vero che i consumatori possono sviluppare allergie per alimenti che non rientrano in questo elenco e che quindi sarà improbabile trovare evidenziati. Questi allergeni possono comparire in luoghi sorprendenti e potrebbero non essere elencati sulle etichette degli alimenti. 

Il consiglio è di leggere sempre le etichette delle confezioni degli alimenti e chiedere informazioni sugli ingredienti prima di consumare un alimento che non avete preparato voi stessi. 

3.Mangiarne solo un po’ non fa male 

Per le persone affette da allergia alimentare, anche solo una traccia di un allergene alimentare può scatenare una reazione grave. È necessario eliminare completamente l’allergene dalla propria dieta per essere sicuri e vivere bene. 

Evitare il contatto incrociato (cross-contamination) tra un alimento sicuro e l’allergene alimentare è importante tanto quanto evitare l’allergene stesso. Il contatto incrociato si verifica quando un allergene viene accidentalmente trasferito da un alimento all’altro. L’alimento che prima era sicuro ora è pericoloso per le persone affette da questa allergia alimentare. Ecco perché in cucina o negli stabilimenti produttivi bisogna sempre prestare molta attenzione, eventualmente riportando in etichetta la dicitura “può contenere tracce di…” se non si è sicuri di poter impedire la contaminazione a causa della volatilità dell’ingrediente.  

4.Se un alimento non contiene tradizionalmente un allergene, o se l’allergene non è elencato nella descrizione, è sicuro da mangiare. 

Come accennato, gli allergeni possono comparire in luoghi inaspettati. Ad esempio, il pesce o i crostacei vengono talvolta immersi nel latte per ridurne l’odore di pesce, creando un problema per le persone allergiche al latte. 

 Non date mai per scontato come un alimento sia stato preparato o servito. Leggete sempre le etichette degli alimenti e fate domande sugli ingredienti prima di mangiare un cibo che non avete preparato voi stessi. 

5.Un’allergia alimentare che ha causato solo reazioni lievi è un’allergia alimentare lieve 

Non esistono allergie alimentari lievi o gravi, ma solo reazioni da lievi a gravi. Ciò che ha causato una reazione lieve in passato può portare a una reazione grave in futuro, e viceversa. Non abbassate mai la guardia. Prendete sempre delle precauzioni per prevenire le reazioni allergiche prima che si verifichino. 

Dal momento in cui sapete o sospettate che voi o un vostro caro avete ingerito un allergene, intervenite. Anche sintomi lievi possono rapidamente evolvere in una reazione grave, o anafilassi. Dovete essere vigili e pronti a somministrare i farmaci necessari, che ogni persona con allergie alimentari potenzialmente letali dovrebbe sempre avere con sé. 

Il mio consiglio 

Di fronte alle allergie non bisogna mai scherzare. Sottovalutare i rischi che queste possono comportare potrebbe rivelarsi fatale per molti soggetti sensibili. Il mio consiglio è quello di leggere sempre con grande attenzione le etichette e i menù del ristorante, chiedendo al produttore o allo chef spiegazioni circa l’alimento che vorremmo consumare, prima ancora di ingerirlo. 

Informate sempre le persone che sono con voi delle vostre allergie e come intervenire in caso di shock, cosicché possiate essere al sicuro in ogni momento. Ricordate inoltre che solo il vostro medico può darvi le giuste raccomandazioni: i falsi miti lasciano sempre il tempo che trovano. 

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About Author

Sono una chimica con specializzazione post lauream alla De Montford University di Leicester (UK). Dal 2008, sono Chief Executive Officer del Gruppo Maurizi, con il quale mi occupo di sicurezza alimentare, ambientale e sul lavoro.

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