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Nuovo DPCM: come andremo a cena fuori, in vacanza e in palestra

Il coronavirus non si arresta e con l’ultimo DPCM sono state emanate regole più restrittive: potremo continuare a fare le nostre attività ma dovremo fare più attenzione.

Mascherina sempre

Dovremo indossare sempre la mascherina, sia al chiuso che all’aperto, anche per una passeggiata, a meno che non ci troviamo isolati dalle altre persone. Possiamo togliere la mascherina per fare sport

Al ristorante

Nuove regole per cene fuori e take away: i ristoranti chiuderanno a mezzanotte con consumo al tavolo e alle 21.00 senza consumo al tavolo. Potremo ordinare la cena a domicilio o comprare qualcosa a portar via ma, in questo caso, dopo le 21.00 non potremo consumarla sul posto o nelle adiacenze dopo le 21.00.

Restano in vigore le regole dei precedenti decreti: nei ristoranti non possono essere presenti più persone di quanti siano i posti a sedere, dobbiamo indossare la mascherina quando non siamo al tavolo, rispettare il distanziamento e preferire i pagamenti elettronici. Avremo sempre a disposizione il disinfettante per Ie mani, il nostro tavolo sarà sempre pulito e tutto quello che tocchiamo (maniglie, saliere, oliere) sarà disinfettato

A fare shopping

Facciamo compere con la mascherina e senza sostare all’ingresso per guardare le vetrine. Prima di toccare i prodotti esposti dobbiamo disinfettare le mani

In piscina e palestra

Dobbiamo riporre i nostri oggetti personali in appositi sacchetti prima di sistemarli negli armadietti. Per tutelarci, ogni due ore sarà controllato il livello di cloro nell’acqua della vasca. Per gli allenamenti usiamo scarpe dedicate solo a quello.

Le feste

Stop ai compleanni: sono vietate le feste al chiuso e quelle all’aperto, possiamo festeggiare matrimoni e comunioni in non più di 30 persone, indossando la mascherina.

Gli spettacoli

Possiamo andare al cinema, al teatro e ai concerti: saremo massimo 200 al chiuso e 1000 all’aperto. Saremo ad un metro dagli altri spettatori, sia frontalmente che lateralmente, e a due metri da cantanti ed attori.

In hotel

Se vogliamo concederci un weekend di relax, paghiamo il nostro soggiorno in modalità contactless, indossiamo la mascherina negli spazi comuni e disinfettiamo le mani prima di sfogliare brochure e depliant per la nostra vacanza. Non potremo usare il bagno turco, a meno che questo non faccia parte del servizio in camera o sia prenotabile con uso esclusivo. Potremo invece entrare in sauna con caldo a secco e temperatura regolata ad 80-90°C, a distanza di almeno un metro dagli altri ospiti.

Fonte: Decreto del Presidente del Consigli dei Ministri 13 ottobre 2020

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Burro contaminazione in laboratorio

Il burro in laboratorio e le contaminazioni alimentari: intervista per Il Salvagente

Quanto è buono il burro e in cosa può migliorare? Il Salvagente ha fatto analizzare in laboratorio 15 panetti per verificarne le caratteristiche: ne è risultato che il burro è di qualità ma, in alcuni casi, potrebbe essere migliore dal punto di vista dell’igiene, questo perché durante la produzione possono verificarsi contaminazioni. Ma quali sono le contaminazioni più frequenti negli alimenti e cosa possiamo fare noi?

Leggi la mia intervista per Il Salvagente: clicca qui

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Petto di pollo rosa o giallo che differeza?

Pollo “giallo” e “rosa”, cosa cambia?

Chi non guarda il colore prima di scegliere un petto di pollo al supermercato? Si potrebbe pensare che a colori diversi corrispondano qualità nutrizionali diverse, le analisi di laboratorio realizzate per la rivista Il Salvagente ci svelano la verità.

Cosa abbiamo analizzato

Lo studio ha confrontato le caratteristiche dei petti di pollo, con colorazione rosea e giallina, acquistati al supermercato. La data di produzione è la stessa per tutti i campioni, così si può escludere che la variazione del colore dipenda dal passare del tempo.

I parametri analizzati sono:

  • Umidità, pari al contenuto di acqua
  • Contenuti di grasso
  • Contenuto di proteine

Cosa abbiamo trovato

Le analisi dimostrano che non ci sono differenze significative tra i valori nutrizionali dei diversi tipi di carne: il petto di pollo “giallo” non è meno buono di quello “rosa”.

pollo rosa o pollo giallo

Da cosa dipende il colore

Il colore del petto di pollo viene determinato dal contenuto di pigmenti (mioglobina ed emoglobina), dal tempo trascorso dalla macellazione, dalle condizioni di lavorazione e conservazione, dal tratto muscolare considerato, dalla direzione di taglio, dall’infiltrazione di grasso e dallo stato di idratazione. Il colore dipende anche dalla specie, dal sesso e dall’età dell’animale, dalla genetica e dal tipo di alimentazione. Il colore del petto è influenzato soprattutto dal pH a 24 ore dalla macellazione: se il pH è molto basso, la carne sarà più pallida.

Leggi l’articolo de Il Salvagente: Leggi ora

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pesticidi alimenti

Quanti pesticidi ci sono negli alimenti?

Frutta e verdura, olio, vino e cereali: ci sono pesticidi in questi alimenti? Sentiamo spesso parlare di residui di fitosanitari nei fiori all’occhiello del Made in Italy, ma quanti sono effettivamente? 

La legge prevede limiti ben precisi, che vengono aggiornati costantemente, e controlli accurati per ridurre i livelli di contaminazione da pesticidi degli alimenti. Il Ministero della Salute pubblica ogni anno i risultati dei controlli ufficiali, ti riporto di seguito i principali dati che emergono dal “Rapporto controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti – Risultati in Italia per l’anno 2018”, pubblicato a luglio scorso. 

Cosa è stato analizzato

Secondo i dati dell’ultimo rapporto sono stati analizzati da laboratori ufficiali 8762 campioni, più del numero previsto dalla legge (6725). 

Sono stati controllati gli alimenti che, proprio per il metodo di coltivazione, potrebbero contenere con più probabilità degli altri residui di pesticidi:

Frutta

  • arance, mandarini, limoni (26,8%)
  • mele, pere (22%)
  • pesche, albicocche, ciliegie, prugne (21,1%)
  • fragole, uva, mirtilli, lamponi (15,3%)
  • kiwi, banane, olive (13,7%)
  • mandorle, noci, nocciole (1%)

Ortaggi

  • meloni, pomodori, zucchine, peperoni (39,4%)
  • fagioli, piselli (12%)
  • carote, rape, ravanelli, patate (14,9%)
  • lattuga, spinaci, erbe fresche (11,1%)
  • cavoli broccoli, cavolfiori, cavoli cappucci (9,6%)
  • carciofi, asparagi, finocchi, sedano (8,2%)
  • aglio, cipolle, scalogni (4,8%)

Cereali

  • Frumento (68,2%)
  • Riso (21,1%)
  • Miglio (2,9%)
  • Mais (2,4%)
  • Avena (0,8%)
  • Grano saraceno (0,6%)
  • Segale (0,6%)

Olio e vino

  • Olio di oliva (84,6%)
  • Olio di semi di girasole (5,5 %)
  • Olio di arachide (2,0%)
  • Olio di mais (1,6%)
  • Altri tipologie di oli (3,2 %)
  • Vino rosso (46,1 %)
  • Vino bianco (33,2%)
  • Altre tipologie di vino (20,7 %)

Cosa è stato trovato 

I risultati dei controlli sono molto rassicuranti: per la frutta i campioni irregolari sono lo 0,80%, per gli ortaggi l’1,40%

risultati-analisi-frutta

analisi-ortaggi

Per i cereali, si registra uno 0,50% di campioni con residui superiori al limite di legge

analisi-cereali

Sono promossi a pieni voti olio e vino, con lo 0% dei campioni non conformi. 

analisi-olio

analisi-vino

Se vuoi approfondire puoi andare sul link del Ministero: http://www.salute.gov.it/relazioneAnnuale2018/homeRA2018.jsp 

Fonte: “Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti. Risultati in Italia per il 2018”, Ministero della salute.

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Tonno

Come scegliere un tonno sostenibile

Un recente sondaggio rivela che per il 71% degli italiani il tonno deve essere sostenibile. È bello sapere che siamo amici dell’ambiente e che, facendo la spesa, possiamo contribuire a promuovere comportamenti sostenibili. Ma come si acquista un tonno sostenibile? Dietro la pesca e la produzione del tonno ci sono regole rigide per salvaguardare la biodiversità, ma alcuni produttori vanno oltre e garantiscono la sostenibilità del loro tonno con certificazioni ad hoc.

Quanto ci piace il tonno

La pesca del tonno è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni, complice anche la crescente passione per il sushi. Molti paesi del mondo, oltre al Giappone, hanno pescato e allevato un numero sempre più grande di tonni: i maggiori produttori di tonno rosso sono Francia, Spagna e Italia. Questo ha reso il tonno una specie a rischio di estinzione in tutti i mari del mondo. 

Il sistema delle quote

La pesca del tonno è regolamentata a livello internazionale: ogni nazione deve rispettare un limite quantitativo, non può pescare quindi più di un numero definito di tonnellate di tonno ed in periodi precisi dell’anno: in Italia per esempio questo periodo va da giugno ad ottobre.

Il tonno certificato

Esistono certificazioni che garantiscono che i produttori hanno utilizzato metodi sostenibili per la pesca del tonno. Tra queste la più nota è la certificazione MSC, acronimo di Marine Stewardship Council, un’organizzazione non profit che opera per promuovere la pesca sostenibile. 

I produttori possono ottenere la certificazione dimostrando che i loro sistemi di pesca e gestione del pesce sono sostenibile, ovvero:

  • che non pescano “troppo”: lo stock non deve essere una minaccia per la biodiversità 
  • che la pesca è realizzata senza danneggiare l’ambiente
  • che tutte le operazioni di gestione della pesca e del pesce sono sostenibili dal punto di vista ambientale e rispettano la legge 

Questi parametri sono alla base della valutazione, che viene svolta da enti di certificazione indipendenti che svolgono controlli ogni anno per verificare il rispetto dei requisiti. 

I produttori certificati possono vendere il loro tonno con il marchio blu MSC, puoi controllare sugli scaffali del supermercato e acquistare il tonno con questo logo. 

Ci sono anche altri marchi o indicazioni in etichetta che possono guidare il consumatore: c’è il marchio Friend of the sea che è un progetto della World Sustainability Organization, una ONG internazionale che certifica prodotti e servizi che rispettano l’ambiente marino.

Alcune aziende specificano in etichetta specie, luogo e metodo di cattura e luogo di lavorazione, altre permettono di andare sul loro sito per avere notizie importanti per la sostenibilità, per esempio ci dicono quanti esemplari sono pescati a canna.

 

Fonte: Indagine Istituto Ixè per l’Osservatorio Nutrizione e Benessere

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frittura senza acrilammide

Come preparare un fritto buono (e con meno acrilammide)

Lo sappiamo, fritto è buono tutto, e la tostatura rende pane e altri alimenti molto appetitosi: patatine stick, chips e biscotti croccanti sono così irresistibili per effetto di una reazione chimica specifica detta reazione di Maillard. Questi tipi di preparazioni però, nella grande industria come nella cucina di casa nostra, provocano la formazione di sostanze indesiderate negli alimenti, come l’acrilammide, che possono essere nocive per il nostro organismo. Dobbiamo eliminarli dalla dieta? No, infatti l’industria alimentare mette in atto procedure per ridurre la formazione di acrilammide e anche noi possiamo fare la nostra parte.

Cos’è l’acrilammide

È una sostanza chimica che si forma naturalmente negli alimenti che contengono amido durante la cottura ad alte temperature (superiori a 120° C). Si forma per lo più a partire da alcuni zuccheri e da un amminoacido (asparagina) naturalmente presenti in molti alimenti, dai fritti, al caffè, ai biscotti.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha svolto studi scientifici su questa sostanza per considerare eventuali restrizioni. Al parere EFSA è seguito il regolamento europeo n. 2017/2158 che rende obbligatorie, a decorrere dall’11 aprile 2018, procedure precise per la produzione di:

  • patate fritte tagliate a bastoncino, altri prodotti tagliati fritti e patatine (chips), ottenuti a partire da patate fresche;
  • patatine, snack, cracker e altri prodotti a base di patate ottenuti a partire da pasta di patate;
  • pane;
  • cereali per la prima colazione (escluso il porridge)
  • prodotti da forno fini (biscotti, gallette, fette biscottate, barrette ai cereali, scones, coni, cialde, crumpets e pane con spezie – panpepato-, cracker, pane croccanti e sostituti del pane.
  • caffè (torrefatto, solubile, istantaneo) e succedanei del caffè
  • alimenti per la prima infanzia e alimenti a base di cereali per lattanti 11 aprile 2018

 

Le regole auree

Gli ingredienti, le condizioni di conservazione e di lavorazione (soprattutto la temperatura) influenzano la formazione di acrilammide negli alimenti: nella nostra cucina, quindi, puoi seguire le raccomandazioni dell’EFSA:

  • evita i succedanei del caffè a base di cicoria: possono contenere in media sei volte più acrilammide (3 mg/kg) dei succedanei a base di cereali (0,5 mg/kg)
  • prediligi i prodotti fritti a base di pasta di patate (patatine e snack): possono contenere il 20% in meno di acrilammide (338μg/kg) di quelli ottenuti da patate fresche (392μg/kg)
  • non conservare le patate ad una temperatura inferiore agli 8° C perché puoi aumentare i livelli di zucchero e, quindi, provocare la formazione di elevati livelli di acrilammide
  • metti in ammollo le fette di patate in acqua o in una soluzione di acido citrico: puoi ridurre i livelli di acrilammide nelle patatine rispettivamente del 40% e del 75%

 

Fonte: EFSA, “L’acrilammide è motivo di preoccupazione per la salute pubblica”

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Il coronavirus non si trasmette con gli alimenti

E’ possibile contrarre il coronavirus tramite gli alimenti? Molti temono questa eventualità ma, ad oggi, non ci sono studi che documentino casi di malattia dovuti al consumo degli alimenti.

La trasmissione del virus avviene prevalentemente tramite contatto tra persone attraverso l’inalazione di micro-goccioline (droplets) generate dalla tosse o starnuti di un soggetto infetto. Tali droplets generalmente si propagano per brevi distanze, e possono direttamente raggiungere le mucose nasali od orali o le congiuntive di soggetti suscettibili nelle immediate vicinanze, oppure depositarsi su oggetti o superfici. Se gli oggetti e le superfici vengono contaminati da droplets o direttamente da secrezioni respiratorie (saliva, secrezioni nasali, espettorato), il virus si può trasmettere indirettamente, attraverso il contatto delle mani contaminate con bocca, naso e occhi.

Aperitivi e sicurezza alimentare: quanto è “buono” il cibo servito nei buffet?

Pizzette e tramezzini sono immancabili per gli aperitivi. Ci capita spesso di riempirci il piatto di sfizi salati e restare anche un paio d’ore al tavolo. Cosa succede agli alimenti che restano esposti all’aria per tanto tempo?  Uno studio di laboratorio ad hoc ha analizzato le condizioni di questi alimenti nel tempo simulando un tipico aperitivo e confrontando la qualità degli alimenti appena fatti, dopo tre ore e dopo sei ore

Scopri il nostro studio condotto per Il Salvagente: scarica il pdf

Baby food e sicurezza alimentare

La normativa sul baby food è stringente e stabilisce requisiti di produzione molto precisi.

In questo mio articolo per Celiachia Oggi vediamo come vengono prodotti gli alimenti per i nostri bambini, e come sono normati e controllati gli ingredienti e l’eventuale presenza di sostanze nocive in:

  • Formule per lattanti
  • Formule di proseguimento
  • Latti di crescita

 

Scopri tutto quello che c’è da sapere: scarica il pdf