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Coronavirus e mense, come mangeranno i nostri bambini? In diretta con Daniele Scotti

Daniele Scotti è il Responsabile Sistemi Certificati di Cirfood, grande azienda specializzata in ristorazione collettiva e commerciale.

Il lavoro della ristorazione collettiva e delle mense è stato rivoluzionato dalle procedure di sicurezza necessarie per contrastare il coronavirus. Nei prossimi mesi sarà tutto diverso, dalle mense degli ospedali a quelle delle scuole: ci sarà più attenzione e meno contatto umano ma si può lavorare per far sì che il distanziamento non sia un limite ma un’opportunità.

Bioterrorismo e food defense: come ci difendiamo dagli attacchi agli alimenti?

Nel 2002, in Cina, il titolare di un fast food avvelenò i prodotti di un suo concorrente causando la morte di 40 persone. In Italia, nel 2003 si verificò l’attentato alla salute pubblica ricordato come “acquabomber”: l’attentatore aveva contaminato l’acqua in bottiglia con l’ammonio quaternario, una sostanza velenosa, incolore e insapore, normalmente presente nei detersivi per i piatti. Precedentemente, nel 1998, i giornalisti dell’ANSA ricevettero panettoni avvelenati con veleno per topi.

La storia del bioterrorismo con le derrate alimentari è ricca di episodi di questo tipo, i sabotaggi alimentari non sono infrequenti e rappresentano un grande pericolo per la salute pubblica.

Quanto è “pulita” l’acqua della nostra borraccia?

Le borracce sono il trend del momento e tutti ne abbiamo una. C’è chi la lava ogni sera dopo l’utilizzo, chi la rabbocca solo con acqua fresca e chi, invece, la dimentica per qualche giorno. Quali sono le condizioni dell’acqua che resta in borraccia e come dobbiamo comportarci?

Con uno studio di laboratorio realizzato per la rivista Il Salvagente abbiamo analizzato come cambia la qualità dell’acqua in borraccia in base al nostro comportamento.

Allerte alimentari: cosa è successo nel 2019

Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato la relazione annuale RASFF con i dati del 2019. Il RASFF è il sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi che permette di segnalare tutti gli alimenti che presentano rischi per la salute dei consumatori.

Nel corso degli ultimi anni, le notifiche RASFF sono aumentate molto: nel 2019 si è registrato un picco di segnalazioni (4000), il valore più alto dal 2000. Il dato dimostra che il sistema funziona e che c’è sempre maggiore attenzione alla sicurezza alimentare.  Gli alimenti segnalati vengono eliminati dal mercato, quindi per la nostra sicurezza è molto importante che le segnalazioni siano molte.

Delle 4000 notifiche, 356 riguardano gli alimenti, 322 i mangimi e 172 i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (MOCA). I canali di attivazione sono diversi:

Alimenti “Made in”: occhio all’etichetta

Tricolori e “Made in Italy” campeggiano sulle confezioni degli alimenti, al supermercato possiamo trovarli su moltissimi prodotti. Ad una prima occhiata può sembrare che questi alimenti siano prodotti in Italia con materie prime italiane, ma un controllo veloce delle etichette ci svela che non sempre è così: gli ingredienti possono essere di origine estera e l’ultima lavorazione trasformazione sostanziale (la lavorazione degli ingredienti fino al prodotto finito) realizzata in Italia.

Fase due: ecco come si andrà in vacanza – In diretta con Simone d’Alessandro

Si avvicinano le tanto agognate vacanze e finalmente possiamo pianificare la nostra partenza. Il 77% degli italiani quest’anno andrà in vacanza mentre il 23% non partirà. Se siamo pronti, possiamo goderci un bel viaggio, magari alla riscoperta delle bellezze italiane. Ma come sarà andare in hotel?

Ne abbiamo parlato con Simone D’Alessandro, Hotel Manager dell’Hotel DeLaville di Roma, Hotel 5 stelle lusso della catena Roccoforte. Ecco le sue indicazioni per garantire una vacanza sicura ma con un sguardo all’accoglienza.

Clean label: cosa c’è negli alimenti con le etichette pulite

La clean label è l’etichetta del futuro, gli scaffali dei supermercati sono ricchi di prodotti “senza”: senza grassi, senza coloranti, senza zuccheri aggiunti. Perché?

La tecnologia alimentare è molto vasta: gli alimenti possono essere arricchiti o modificati dal punto di vista nutrizionale e tutto deve essere rigorosamente dichiarato in etichetta. Troviamo quindi molti ingredienti in etichetta e, anche se spesso si tratta di sostanze di origine naturale, come nel caso degli additivi, non sono sempre facilmente comprensibili (basti pensare alle sigle che troviamo sulle etichette dei gelati e che in realtà indicano sostanze presenti anche nel gelato che mangiavamo tanto tempo fa).

Carne sintetica: cosa mangeremo nel futuro?

“Perché allevare un pollo intero per poi mangiarne solo il petto e le ali?”

Nel 1932, Winston Churchill immaginò un futuro in cui avremmo sviluppato della carne sintetica, indistinguibile dalle altre, per rimpiazzare gli allevamenti.

“Carne pulita”, “carne anti-macellazione”, “carne coltivata” o “carne in vitro”: oggi questa prospettiva è reale, non solo la carne sintetica esiste, ma è anche il business del futuro. Aziende in tutto il mondo stanno investendo in questo tipo di ricerca: attualmente questi prodotti sono molto costosi per essere commercializzati su larga scala (il primo burger artificiale prodotto presso l’università di Maastricht nel 2013 ha avuto un costo stimato di almeno 250.000 dollari!)  ma si sta lavorando per abbatterli e, se ci sarà accettazione sociale per questo nuovo alimento, la “nuova” carne farà parte della nostra dieta.